Libia: Tripoli collabora con Doha, l’LNA evidenzia i rischi

Pubblicato il 27 ottobre 2020 alle 8:32 in Libia Qatar

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I Ministeri dell’Interno del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), e di Doha hanno firmato un memorandum di intesa, volto a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza. Per l’Esercito Nazionale Libico (LNA), posto sotto la guida del generale Khalifa Haftar, l’intesa potrebbe danneggiare i risultati raggiunti a Ginevra.

In particolare, il 26 ottobre, il ministro dell’Interno di Tripoli, Fathi Bashagha, ed il suo omologo qatariota, Sheikh Khalid bin Khalifa bin Abdulaziz al-Thani, hanno siglato un memorandum di intesa, della durata di tre anni, con lo scopo di potenziare la collaborazione tra i due Paesi in tre ambiti specifici, lotta al terrorismo, riciclaggio di denaro, crimini “economici ed elettronici”. L’obiettivo, è stato specificato, è cooperare per garantire la sicurezza e salvaguardare gli interessi di entrambe le parti.

Il primo articolo del memorandum riguarda la cooperazione nel campo della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata attraverso lo scambio di informazioni sulle organizzazioni terroristiche e sulle metodologie impiegate per supportare il terrorismo in termini di approvvigionamento, finanziamento, ricerca e indagine. Doha e Tripoli si sono impegnate a collaborare per identificare gli individui coinvolti, oltre che nelle indagini e nello scambio di informazioni, esperienze e di quegli strumenti necessari a contrastare la criminalità internazionale in tutte le sue forme.

Come stabilito dal secondo articolo del memorandum, il GNA e il Qatar si sono impegnati a cooperare per rafforzare le capacità e il grado di formazione delle risorse disponibili, e, tra le diverse iniziative, si sono detti concordi a creare una banca dati che includa le identità dei sospettati, oltre che a sviluppare strumenti utili per prevenire crimini elettronici, economici, informatici e garantire la sicurezza costiera. Quanto al terzo articolo, questo prevede la collaborazione delle due parti in materia di “contrasto alle violazioni di natura economica e finanziaria”, con particolare riferimento ai fenomeni di riciclaggio di denaro e al commercio internazionale illegale, tra cui quello di sostanze stupefacenti.

Infine, Doha e Tripoli hanno stabilito la formazione di un comitato congiunto di follow-up, volto a monitorare gli sviluppi in questioni di mutuo interesse relative alla sicurezza di ambe le parti. Il memorandum, è stato specificato, ha una durata di tre anni, ma verrà rinnovato automaticamente, a meno che una delle due parti non decida di scioglierlo sei mesi prima dalla data di scadenza.

Il memorandum siglato il 26 ottobre è stato condannato dall’Esercito di Haftar, e, nello specifico dal suo portavoce, Ahmed al-Mismari, il quale ha definito il Qatar “il più grande sostenitore del terrorismo in Libia”, descrivendo la mossa un “tentativo di minare quanto concordato a Ginevra dagli ufficiali dell’esercito libico”, con riferimento all’accordo di cessate il fuoco raggiunto il 23 ottobre, nell’ambito del Comitato 5+5, sotto l’egida delle Nazioni Unite. A detta di al-Mismari, Doha ha impiegato “i propri agenti in Libia” per firmare degli accordi che, in teoria, hanno lo scopo di garantire sicurezza, ma che, in realtà, contrastano gli accordi di Ginevra, con cui è stato altresì stabilito di porre fine al “distruttivo intervento straniero negli affari libici”.

Il Qatar, alleato della Turchia, ha più volte mostrato il proprio sostegno al Governo di Accordo Nazionale (GNA). A tal proposito, il 22 agosto, l’Alto Consiglio di Stato della Libia ha elogiato il ruolo di Doha e Ankara nel porre fine, lo scorso 4 giugno, all’offensiva lanciata dall’Esercito Nazionale Libico. Inoltre, risale al 17 agosto la firma di un accordo tripartito tra Turchia, Qatar e GNA, con cui Doha si è impegnata ad inviare in Libia consiglieri militari con l’obiettivo di addestrare funzionari libici, mentre sia la Turchia sia il Qatar si erano detti disposti ad ospitare membri del personale di Tripoli nelle proprie accademie.

L’accordo tripartito Tripoli-Doha-Ankara era giunto in un momento in cui diversi attori regionali ed internazionali stavano cercando di dare vita a nuovi negoziati e di promuovere un cessate il fuoco. Quest’ultimo è stato dapprima annunciato il 21 agosto dal premier di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e dal presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh. Successivamente, il 23 ottobre, le delegazioni rivali, incontratesi nella cornice del Comitato militare congiunto 5+5, hanno firmato un accordo di tregua in tutti i territori libici, con il fine ultimo di favorire una de-escalation e il ritorno alla normalità in un Paese, la Libia, che vive in una fase di grave instabilità dal 15 febbraio 2011.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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