La questione delle lingue in Camerun: uomini armati attaccano una scuola

Pubblicato il 27 ottobre 2020 alle 21:15 in Africa Camerun

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Almeno 7 bambini sono stati uccisi quando un gruppo di uomini armati di pistole e machete hanno attaccato l’Accademia Bilingue Internazionale Madre Francisca della città di Kumba, in Camerun.

L’attacco è avvenuto il 24 ottobre e ha causato anche una decina di feriti, scioccando il Paese. Le condanne arrivano dall’interno e dall’esterno del Camerun, comprese le agenzie delle Nazioni Unite che operano nella regione e le organizzazioni a sostegno dei diritti umani. Il 26 ottobre, il presidente del Paese Paul Biya ha denunciato “l’orribile omicidio” di studenti e ha affermato che saranno prese “misure appropriate” per garantire che le persone responsabili siano arrestate e perseguite.

Il quotidiano Al-Jazeera English riporta il racconto di un padre, che ha perso il figlio in questa terribile giornata di violenze. La notte prima dell’attacco alla scuola, Victory era rimasto sveglio fino a mezzanotte a studiare e trasferire gli appunti su un quaderno. Dopo le preghiere mattutine della famiglia, il bambino ha pulito la casa e si è preparata per la scuola. Sua madre, che era convalescente da un intervento chirurgico, ha promesso di preparare il pranzo prima che tornasse a casa, entro le 14. Poche ore dopo, un altro bambino ha raggiunto di corsa la casa della famiglia, gridando. “Quando il piccolo in lacrime è arrivato a casa nostra, è caduto a terra e ha gridato ‘Pastore! Pastore! Hanno ucciso la Victory, è morto’”, ha riferito l’uomo, 48 anni. “Il bambino ha detto che alcuni uomini armati sono venuti a scuola in moto, sono entrati nelle aule e hanno ucciso alcuni bambini”, ha aggiunto. “Quando sono arrivato [a scuola], ho visto mio figlio sdraiato senza vita sul pavimento insieme ad altri due bambini”, ha aggiunto il pastore. “La profonda ferita sul lato sinistro attorno alle costole faceva capire che era stato accoltellato”, ha poi riferito. 

Nessun gruppo militante ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, avvenuto in una parte del Camerun dove gruppi armati separatisti combattono le forze governative da quasi 4 anni. Nel 2016, avvocati, insegnanti e altri rappresentanti della società civile nelle regioniNord-occidentali e Sud-occidentali del Camerun, in gran parte anglofone, sono scesi in piazza per protestare contro il predominio del francese nei sistemi educativi e nel sistema legale. A tale proposito, esistono disaccordi di lunga data tra la minoranza che parla inglese, che denuncia la propria emarginazione, e parte del governo centrale dominato dai francofoni della capitale, Yaoundé. La risposta dura del governo alle proteste è stata seguita dall’emergere di diversi gruppi armati separatisti che cercano di formare uno Stato autonomo anglofono.

I gruppi per la tutela dei diritti umani hanno accusato entrambe le parti di aver commesso atrocità in un conflitto che ha causato almeno 3.000 vittime. In mezzo a un’ondata di arresti arbitrari e rapimenti, nonché di esecuzioni extragiudiziali e distruzione indiscriminata di case e strutture pubbliche, la crisi ha costretto più di 700.000 cittadini del Camerun a fuggire dalle proprie case in cerca di sicurezza, con quasi 60.000 che hanno attraversato il confine con la Nigeria. Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi.

Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente. La crisi è iniziata in maniera dirompente nel novembre 2016, quando le milizie separatiste delle regioni nord e sudoccidentali del Paese hanno cominciato a scontrarsi con l’esercito camerunense per la costituzione di uno Stato autonomo con il nome di Ambazonia. Ilprimo ottobre 2017, i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, e hanno creato un governo provvisorio, osteggiato dal presidente Biya. Nonostante alcuni tentativi di mediazione tra il governo e i gruppi secessionisti, la questione è ancora lontana dall’essere effettivamente risolta.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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