Incontro Italia-Austria sull’immigrazione: focus sui rimpatri

Pubblicato il 27 ottobre 2020 alle 20:21 in Austria Immigrazione Italia

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La ministra dell’Interno italiana, Luciana Lamorgese, e il suo omologo della Repubblica d’Austria, Karl Nehammer, si sono incontrati al Viminale, la mattina del 27 ottobre, per discutere di immigrazione clandestina. 

La notizia è stata riferita dal sito ufficiale del Ministero dell’Interno italiano, che riporta le dichiarazioni finali dei due rappresentanti. “È stato importante incontrarci, nonostante il periodo di pandemia”, ha affermato la ministra Lamorgese. Questa ha poi aggiunto che la finalità dell’incontro era quella di “rendere ancora più efficaci ed efficienti i nostri rapporti di collaborazione, anche per quanto riguarda l’immigrazione clandestina”. Secondo il Viminale, la cooperazione trans-frontaliera tra Austria e Italia ha prodotto risultati proficui riguardo al contenimento dei flussi migratori illegali.

Il 27 ottobre, i due rappresentanti hanno anche discusso della proposta della Commissione Europea per l’immigrazione. Alla presentazione della proposta, tuttavia, il premier italiano, Giuseppe Conte, aveva accolto l’iniziativa con entusiasmo, mentre la risposta austriaca era stata molto più dura. Durante l’incontro, i due ministri hanno dichiarato di aver trovato “dei punti di contatto” per quanto riguarda tale argomento. “Riteniamo debba essere prioritario un intervento dell’Europa sui Paesi Terzi per evitare immigrazioni in misura così elevata, al di fuori dei numeri consentiti per ciascuno Stato”, ha dichiarato la Lamorgese. “Abbiamo anche parlato dell’ottima collaborazione tra le nostre forze di polizia per quanto riguarda il contrasto alla criminalità organizzata e ai traffici illeciti”, ha aggiunto.

L’Austria è uno dei Paesi dell’UE interessato dal fenomeno migratorio, sopratutto per quanto riguarda la rotta balcanica che i migranti scelgono per raggiungere i Paesi più ricchi dell’Europa. Il ministro austriaco ha fornito qualche dettaglio in più rispetto alla ministra Lamorgese, evidenziando una posizione molto dura sulla questione migratoria, che ha esternato durante la conferenza stampa del 27 ottobre: “L’Italia e l’Austria vogliono garantire che la Commissione UE assuma un ruolo più forte in materia di rimpatri, perché la pressione negoziale che l’UE può esercitare come area comune è maggiore di quella dei singoli Stati”. Grazie agli sforzi della Commissione, gli accordi di rimpatrio con Paesi terzi potrebbero essere realizzati “più velocemente ed in modo più efficiente”. È quindi importante rendere la Commissione più responsabile nella negoziazione di accordi con Paesi terzi, secondo il rappresentante austriaco.

Tuttavia, l’Italia aveva recentemente mostrato un approccio molto più moderato sulla questione, come suggerito dal nuovo decreto, approvato il 6 ottobre, che prevede il superamento dei cosiddetti “decreti sicurezza” dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. La misura estende la protezione per i migranti e diminuisce i rischi per le navi di soccorso che effettuano salvataggi nel Mediterraneo. Il nuovo decreto vuole sancire il ritorno a un “sistema di accoglienza e integrazione”. Il documento è intitolato: “Misure urgenti nel campo della migrazione, protezione internazionale e complementare, nonché nel campo del diritto penale”. Il testo non fa riferimento al tema della “sicurezza” ed è il risultato del lavoro coordinato dalla ministra dell’Interno Lamorgese. 

In ogni caso, i due rappresentanti hanno fatto riferimento alla nuova proposta dell’Unione Europea per superare il sistema di Dublino e garantire una ridistribuzione dei migranti all’interno dell’UE. Il piano è stato presentato il 23 settembre e prevede un meccanismo di “solidarietà obbligatoria” e una conseguente divisione degli oneri, almeno finanziari, in tale ambito. Tuttavia, la proposta è stato fortemente criticata poiché, per i progressisti, non è abbastanza. Una delle questioni è la possibilità di rimpatriare i migranti, in periodi di emergenza migratoria.

Per alcuni conservatori e per gli Stati più duri sul tema e meno disponibili a venire a patti, la proposta della Commissione è invece eccessiva. Il documento deve ancora essere approvato dal Parlamento Europeo e alcuni Paesi membri, specialmente quelli dell’Est Europa, si sono già opposti. Il nuovo piano per l’immigrazione era stato presentato a seguito del devastante incendio del 9 settembre nel campo profughi di Moria, il più vasto d’Europa, situato sull’isola greca di Lesbo. Tale evento ha lasciato circa 12.000 migranti e rifugiati senza un tetto, riportando i riflettori sulle politiche migratorie dell’UE. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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