Grecia, Cipro e Israele rafforzano la cooperazione economica ed energetica

Pubblicato il 27 ottobre 2020 alle 14:06 in Cipro Grecia Israele

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I ministri degli Esteri di Grecia, Cipro e Israele hanno inaugurato un partenariato tripartito, al termine di un vertice svoltosi martedì 27 ottobre ad Atene, per rafforzare la cooperazione economica ed energetica tra i tre Paesi. I leader hanno poi convenuto che la partnership potrebbe essere estesa anche ad altri Stati della regione.

“Il nostro incontro si svolge purtroppo sotto il peso di nuove azioni illegali da parte della Turchia”, ha detto il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, nei commenti rilasciati in conferenza stampa, dopo l’incontro con il suo omologo cipriota, Nikos Christodoulides, e quello israeliano, Gabi Ashkenazi. Dendias ha accusato Ankara di “aver tentato di distruggere ogni prospettiva di dialogo costruttivo riservandosi illegalmente aree all’interno della piattaforma continentale greca per svolgere indagini sismiche oppure appoggiando la riapertura della spiaggia occupata di Varosha, a Cipro”.

Il ministro greco ha sottolineato che il sostegno alla partnership tripartita è stato espresso dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti e ha specificato che la sua forza risiede nel rispetto dei principi del diritto internazionale. “Stiamo creando una nuova geografia della comprensione che trascende i vecchi stereotipi e che rimodella la mappa della nostra regione”, ha concluso Dendias.

Pochi giorni prima, il 21 ottobre, si era tenuto a Nicosia l’ottavo vertice trilaterale tra Cipro, Grecia ed Egitto, con i leader dei tre Paesi impegnati a discutere di questioni di reciproco interesse. Le attività della Turchia nel Mediterraneo orientale, l’esito delle recenti elezioni nello Repubblica Turca di Cipro Nord (TRNC) e la riapertura della contesa spiaggia cipriota di Varosha erano stati alcuni dei temi al centro dei colloqui tra il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, il presidente di Cipro, Nikos Anastasiades, e il capo di Stato d’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi. 

Per Atene, la vittoria nella TRNC di Ersin Tatar, sostenitore di una soluzione che prevede la separazione di Cipro in due amministrazioni completamente separate, non fermerà gli sforzi greci a favore di una riunificazione dell’isola, in base a quanto previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Stesso discorso anche per la spiaggia di Varosha. La località, rimasta abbandonata come “terra di nessuno” dopo l’occupazione turca della parte Nord, è sigillata da decenni all’interno di un confine fatto di filo spinato. La riapertura della spiaggia è fermamente condannata dai greco-ciprioti, i quali affermano che l’iniziativa rievocherà i ricordi dell’invasione turca del 1974, che divise l’isola in due amministrazioni separate, e creerà nuove tensioni. 

Nel frattempo, i leader di Grecia, Israele e Cipro stanno lavorando insieme alla costruzione del nuovo gasdotto sottomarino EastMed, che trasporterà gas naturale dalle riserve presenti nel Mediterraneo sudorientale all’Europa continentale. EastMed si estenderà per 1900 chilometri circa e, secondo quanto sottolineato dai tre Paesi, si pone quale alternativa per l’Europa, attualmente dipendente dalla Russia e dalla regione caucasica per quanto riguarda l’offerta di gas. Secondo il progetto presentato, il gasdotto partirà dalle riserve di gas naturale israeliane del bacino del Mar di Levante, per poi dirigersi verso Cipro, Creta e terminare in Grecia. Successivamente, dalla Grecia il gas giungerà in Italia attraverso un ulteriore gasdotto. Il progetto, secondo le stime, ha un valore di circa 6 miliardi di euro e, nel giro di 7 anni, soddisferà il 10% del fabbisogno di gas naturale dell’Unione Europea.

L’EastMed ha portato con sé tensioni a livello politico tra Grecia e Cipro da un lato e Turchia dall’altro. Tali tensioni risultano collegate alla disputa territoriale tra Ankara e Nicosia in merito alla sovranità sulle acque a largo di Cipro, ricche di gas naturale, dove la Turchia conduce operazioni di trivellazione dallo scorso maggio.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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