UE e Gran Bretagna lavorano “senza sosta” per un accordo sulla Brexit

Pubblicato il 26 ottobre 2020 alle 18:53 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il capo negoziatore dell’UE per la Brexit, Michel Barnier, è arrivato a Londra, lunedì 26 ottobre, per i colloqui finali con la Gran Bretagna, volti a decidere se raggiungere un accordo sulle future relazioni tra le parti o prepararsi a interruzioni commerciali alla fine dell’anno.

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea il 31 gennaio, ma le delegazioni di Londra e Bruxelles stanno ancora cercando di concludere un accordo commerciale che dovrebbe preservare circa un trilione di dollari di scambi annuali prima che, il 31 dicembre 2020, termini il periodo di transizione per luscita effettiva dal blocco.

Dopo una breve pausa, dovuta alla decisione di Londra di allontanarsi temporaneamente dal tavolo dei negoziati, dal 22 ottobre entrambe le parti si incontrano ogni giorno per cercare di trovare una soluzione comune. La posta in gioco è il flusso regolare del commercio transfrontaliero nonché il fatto che un’uscita caotica potrebbe arrecare danni incalcolabili alla condivisione delle informazioni sulla sicurezza e alla cooperazione in materia di ricerca e sviluppo.

Barnier e il suo team europeo saranno a Londra fino a mercoledì, dopodiché i colloqui si sposteranno a Bruxelles e proseguiranno per tutto il fine settimana, ha specificato un portavoce dell’UE citato dallagenzia di stampa Reuters.

Da quando i negoziati sono ripresi, la scorsa settimana, i ministri britannici hanno affermato che sono stati compiuti progressi reali e che ci sono buone possibilità di un accordo. Domenica 25 ottobre, il vice primo ministro irlandese, Leo Varadkar, ha affermato che la possibilità di raggiungere un accordo che eviti dazi e quote è piuttosto alta al momento.

Dopo alcuni progressi sulla questione delle garanzie di concorrenza, comprese le norme sugli aiuti di Stato, il tema più controverso rimane la pesca. Il primo ministro britannico, Boris Johnson, insiste affinché Londra abbia il pieno controllo delle sue acque, mentre l’UE sta spingendo per garantirsi l’accesso. Il governo del Regno Unito, in particolare, accusa il blocco europeo di fare richieste che non ha imposto ad altri Paesi con cui ha stretto accordi commerciali di libero scambio, come il Canada. L’UE vuole garantirsi diritti consistenti per pescare nelle acque britanniche, una questione importante soprattutto per la Francia, dove le comunità di pescatori costieri sono politicamente molto influenti. La Gran Bretagna, invece, vuole un accordo più simile a quello della Norvegia, che fa parte dell’area Schengen ma non è membro dell’UE. “Quello che penso è che il Regno Unito stia cercando di dire ‘OK, sapete, questa questione è davvero preziosa, è una questione di sovranità’. Nel concreto, però, credo la vedano più come una leva per ottenere l’accesso al mercato dell’Unione Europea. Penso che questo sia il gioco che stiamo vedendo al momento”, ha dichiarato a Reuters un diplomatico europeo, che ha preferito rimanere anonimo.

Sebbene la Gran Bretagna insista sul fatto che il Paese possa comunque prosperare, anche senza un accordo, le aziende britanniche dovranno affrontare, in tal caso, un muro di burocrazia, dazi e quote che minaccia di creare caos al confine tra Gran Bretagna e UE qualora decidessero di commerciare con il blocco, che è una delle maggiori potenze economiche del mondo, insieme a USA e Cina. Un finale senza accordo commerciale sulla Brexit interromperà molte operazioni di produttori, rivenditori, agricoltori e lavoratori di qualsiasi altro settore proprio mentre peggiora il contraccolpo economico dovuto alla pandemia di coronavirus.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.