Il Cile seppellisce la Costituzione di Pinochet

Pubblicato il 26 ottobre 2020 alle 7:48 in America Latina Cile

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Cile ha scelto di superare l’eredità più pesante del generale Augusto Pinochet, l’attuale Costituzione. I cittadini hanno votato a favore della proposta di avviare un percorso costituente per canalizzare il malcontento esploso sotto forma di protesta e violenza un anno fa, nell’ottobre 2019. Con il 99,3% dei seggi scrutati, la vittoria di chi ha votato per cambiare la carta fondamentale è stata schiacciante: 78,3%, contro il 21,7% di chi ha rifiutato l’idea di sostituirla. La partecipazione, chiave per legittimare la consultazione, ha raggiunto il 50%, in linea con la media da quando è stato decretato il voto volontario nel 2012.

Schiacciante è stata anche la scelta dell’ente che redigerà il nuovo testo: la convenzione costituzionale, composta da 155 persone appositamente elette il prossimo aprile, che avrà carattere di parità tra uomini e donne. Questa alternativa ha aggiunto il 79% delle preferenze, contro il 21% che ha scelto la convenzione mista, che sarebbe stata composta da 172 membri, tra cittadini e parlamentari. “Oggi la cittadinanza, la democrazia e la pace hanno trionfato sulla violenza” – ha detto parlando dal Palazzo della Moneda il presidente Sebastián Piñera.

È stata una giornata in cui il Cile ha mostrato la sua cultura civica e, di notte, migliaia di persone si sono radunate nella zona di Plaza Italia, epicentro delle manifestazioni a Santiago, e in altre città dell’interno per una manifestazione pacifica. Sebbene negli ultimi anni il paese sudamericano abbia raggiunto record di astensione regionale insieme alla Colombia, la partecipazione è rimasta stabile attorno al 50%, nonostante restrizioni di movimento e riunione decretate contro la pandemia di covid-19. La tendenza delle ultime elezioni a una bassa affluenza alle urne – che ha raggiunto un minimo del 36% nelle elezioni municipali del 2016 – è stata parzialmente invertita oggi, nonostante la crisi sanitaria, che questa settimana ha fatto registrare il superamento dei 500.000 contagi totali in Cile e cheha ucciso 13.944 persone da marzo. Con 9.748 pazienti con covid-19 nella fase attiva, i protocolli sanitari messi in atto dalle autorità per prevenire la diffusione del virus sono riusciti a convincere l’opinione pubblica a recarsi alle urne senza timori.

Il movimento di protesta cileno non è guidato da istituzioni classiche, come partiti e sindacati. Nessuna forza politica, quindi, potrebbe rivendicare un trionfo che è, soprattutto, dei cittadini.

La differenza tra chi ha approvato e chi ha respinto l’idea di sostituire l’attuale Costituzione non costituisce, quindi, uno specchio della correlazione di forze tra il governo di destra  di Sebastián Piñera e l’opposizione. Tra coloro che hanno votato per un nuovo testo fanno parte anche gli elettori di destra, non solo di sinistra e di centrosinistra, anche se quelli che si sono opposti al cambiamento sono principalmente elettori della destra più tradizionalista, erede del Generale Pinochet. Il voto per la convenzione è previsto per l’11 aprile 2021, il rischio è che il Cile dopo sei mesi di protesta e sette di pandemia entri ora in sei mesi di campagna elettorale, senza aver ancora superato le prime due. 

Il governo sembra essere meglio preparato dell’opposizione per questa nuova fase. Sebbene fino ad oggi in questo settore siano coesistite due anime – una a favore e una contro una nuova Costituzione – ci sono gli accordi necessari per arrivare insieme ad aprile, quando vengono eletti parallelamente sindaci, assessori e, per la prima volta, i governatori regionali. Non è lo stesso nel caso dell’opposizione, dove alcune forze di sinistra – sia il Partito Comunista che il Frente Amplio – hanno difficoltà a negoziare con i settori moderati, socialisti, socialdemocratici, radicali, democristiani e liberali che componevano la Concertación, al potere a Santiago dal 1990 al 2010. Pertanto, sarà difficile per loro ottenere una lista unica, il che allontana le possibilità che una sola coalizione ottenega i 2/3 dei seggi necessari per approvare i contenuti della nuova Costituzione.

Anche se sarebbe fittizio pensare che tutti coloro che hanno approvato la modifica alla Costituzione appartengano all’opposizione – la destra rappresenta storicamente oltre il 40% dell’elettorato -, il governo non ha smesso di preoccuparsi dei discorsi politici dei leader dell’opposizione o della reazione della strada. Alla Moneda non è svanito il timore di possibili rivolte di chi fraintende il referendum e lo interpreta come un plebiscito contro Piñera.

Dopo l’elezione dei convenzionali l’11 aprile, entro la metà di maggio 2021, il presidente Piñera deve convocare la sessione di insediamento della convenzione. Quindi, nella sua prima sessione, la convenzione deve eleggere una presidenza e una vicepresidenza. Da quel momento inizia a decorrere un periodo di nove mesi per redigere e approvare il testo costituzionale che deve essere ratificato in un nuovo plebiscito. Questo periodo di nove mesi può essere prorogato, una sola volta, per tre mesi. Pertanto, il nuovo testo costituzionale deve essere finalizzato, al massimo, all’inizio di giugno 2022.

La giornata elettorale si è svolta senza incidenti maggiori e si è votato anche nelle ambasciate e nei consolati cileni in tutto il mondo.

È stata la rivolta sociale scoppiata il 18 ottobre 2019, con le massicce mobilitazioni contro il carovita e il modello economico cileno, nonché contro la gestione del governo di Sebastián Piñera, che hanno portato i partiti politici, di governo e di opposizione, a sottoscrivere un Accordo per la pace, che ha consentito il referendum di domenica 25 ottobre per modificare l’attuale legge fondamentale.

La Costituzione del 1980 è stata ereditata dalla dittatura militare di Augusto Pinochet (1973-1990), e secondo le proteste popolari è quella che ha permesso di sostenere il modello politico ed economico che, sebbene abbia garantito al Cile una stabilità economica e un benessere maggiori rispetto a quella del resto della regione, ha provocato anche l’indebitamento della maggioranza delle famiglie cilene, per via degli alti costi di istruzione e sanità. 

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.