“Boicottate i prodotti francesi”: le aziende arabe protestano contro Macron

Pubblicato il 26 ottobre 2020 alle 12:42 in Francia Medio Oriente

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La Francia ha esortato i Paesi del Medio Oriente a fermare le iniziative delle società arabe di vendita al dettaglio che invitano a boicottare i prodotti francesi.

Il Ministero degli Esteri di Parigi ha affermato in un comunicato che, nei giorni scorsi, sono stati numerosi gli appelli al boicottaggio dei prodotti francesi, in particolare dei prodotti alimentari, in diversi Paesi del Medio Oriente, nonché gli inviti a manifestare contro la Francia per la vasta campagna di opposizione allIslam e la pubblicazione di vignette satiriche del profeta Maometto. “Questi appelli al boicottaggio sono privi di fondamento e dovrebbero cessare immediatamente, così come tutti gli attacchi contro il nostro Paese, che vengono spinti da una minoranza radicale”, si legge nel comunicato del Ministero.

Diverse associazioni di categoria arabe hanno annunciato il boicottaggio dei prodotti francesi in risposta ai recenti commenti sull’Islam del presidente francese Emmanuel Macron. A inizio ottobre, Macron aveva promesso al suo Paese di combattere contro il “separatismo islamico”, un fenomeno che, a detta della presidenza, rischiava di prendere il controllo in alcune comunità musulmane in Francia. Il capo di Stato aveva anche descritto l’Islam come una religione “in crisi” in tutto il mondo e aveva dichiarato che il governo avrebbe presentato un disegno di legge, a dicembre, per rafforzare una legislazione del 1905 che separa ufficialmente chiesa e stato in Francia.

I suoi commenti, oltre al sostegno alle vignette satiriche che rappresentavano alcune caricature del Profeta Maometto, hanno portato a una campagna sui social media per il boicottaggio dei prodotti francesi nei supermercati dei Paesi arabi e in Turchia. Hashtag come #BoycottFrenchProducts e #NeverTheProphet sono diventati di tendenza in Stati come Kuwait, Qatar, Palestina, Egitto, Algeria, Giordania, Arabia Saudita e Turchia.

In Kuwait, il presidente e i membri del consiglio di amministrazione della Al-Naeem Cooperative Society hanno deciso di boicottare tutti i prodotti francesi e di rimuoverli dagli scaffali dei supermercati. L’associazione Dahiyat al-Thuhr ha preso una decisione simile, affermando: “Sulla base della posizione del presidente francese Emmanuel Macron e del suo sostegno alle vignette offensive contro il nostro amato profeta, abbiamo deciso di rimuovere tutti i prodotti francesi dal mercato e dalle filiali fino a nuovo avviso”.

In Qatar, la società Wajbah Dairy ha annunciato il boicottaggio delle merci francesi e si è impegnata a fornire prodotti alternativi, secondo quanto specificato sul proprio account Twitter. Al Meera Consumer Goods Company, una società per azioni del Qatar, ha annunciato su Twitter: “Abbiamo immediatamente ritirato i prodotti francesi fino a nuovo avviso”. “Affermiamo che come azienda nazionale, lavoriamo secondo una visione coerente con la nostra vera religione, i nostri costumi e le nostre tradizioni consolidate, in un modo che serve il nostro Paese e la nostra fede e soddisfa le aspirazioni dei nostri clienti”, ha aggiunto la compagnia.

Anche la Qatar University ha aderito alla campagna. La sua amministrazione ha rinviato a tempo indeterminato un evento della settimana culturale francese, citando “l’abuso deliberato dell’Islam e dei suoi simboli”. In una dichiarazione su Twitter, l’università ha affermato che qualsiasi pregiudizio contro la fede, la santità e i simboli islamici è “totalmente inaccettabile, perché questo tipo di reati danneggiano i valori umani universali e i più alti principi morali che le società contemporanee tengono in grande considerazione”.

Il Gulf Cooperation Council (GCC) ha descritto le dichiarazioni di Macron come “irresponsabili” e ha affermato che rischiano di diffondere una cultura dell’odio tra i popoli. “In un momento in cui gli sforzi devono essere diretti alla promozione della cultura, della tolleranza e del dialogo tra culture e religioni, vengono pubblicate dichiarazioni controverse e inviti a pubblicare immagini offensive del Profeta Maometto”, ha detto il segretario generale del Consiglio, Nayef al-Hajraf, invitando i leader mondiali, i pensatori e gli opinion leader a rifiutare l’incitamento all’odio e il disprezzo delle religioni e dei loro simboli, e a rispettare i sentimenti dei musulmani, invece di cadere prigionieri dell’islamofobia.

In una nota ufficiale, il Ministero degli Esteri del Kuwait ha messo in guardia contro il sostegno agli abusi e alle politiche discriminatorie che collegano l’Islam al terrorismo, dichiarando che “rappresentano una falsificazione della realtà, che insultano gli insegnamenti dell’Islam e offendono i sentimenti dei musulmani di tutto il mondo”.

Venerdì 23 ottobre, anche l’Organizzazione per la cooperazione islamica (OIC) ha condannato quello che definito un continuo attacco della Francia contro i musulmani. Il segretariato dell’organizzazione ha dichiarato in un comunicato di essere sorpreso dalla retorica politica rilasciata da alcuni funzionari francesi, i quali offendono le relazioni franco-islamiche e alimentano i sentimenti di odio per soddisfare i favori dei partiti politici.

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Chiara Gentili

di Redazione

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