La Giordania sostiene l’Egitto nella questione della diga africana

Pubblicato il 25 ottobre 2020 alle 7:15 in Egitto Giordania

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

A una settimana da un incontro tripartito tra Egitto, Giordania e Iraq, il ministro degli Affari esteri giordano, Ayman Safadi, ha dichiarato che il suo Paese sostiene la posizione del Cairo nella questione della grande diga africana (GERD), sottolineando che la sicurezza idrica è essenziale per la stabilità dei Paesi arabi.

“La sicurezza idrica fa parte della sicurezza araba e la Giordania è al fianco dell’Egitto in tutte le sue decisioni nella questione della Grand Ethiopian Renaissance Dam”, ha affermato il funzionario giordano. “L’Egitto ha assunto una posizione razionale che mira a una soluzione consensuale sulla GERD, rispetta i diritti di tutte le parti e si basa sul diritto internazionale”, ha aggiunto.

Il Cairo può fare affidamento sul sostegno di gran parte dei Paesi arabi nei negoziati sulla diga africa, voluta dall’Etiopia e in costruzione sul fiume Nilo Azzurro. Durante la riunione dei ministri degli Esteri della Lega araba, il 4 marzo scorso, il ministro egiziano, Sameh Shoukry, aveva invitato l’organizzazione a sostenere la bozza di risoluzione dell’Egitto, presentata al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per sbloccare i negoziati sulla GERD.

In un’altra sessione straordinaria del Consiglio della Lega Araba, tenutasi su richiesta dell’Egitto il 23 giugno, Shoukry aveva invitato “tutti i Paesi arabi fraterni a sostenere le mosse del Cairo in questa questione vitale che colpirà il futuro di oltre 150 milioni di cittadini che vivono sulle rive del fiume Nilo sia in Egitto che in Sudan”.

I negoziati GERD tra Egitto, Etiopia e Sudan sono tuttora in stallo poiché le parti negoziali non sono riuscite a raggiungere un accordo legale vincolante sul funzionamento e sulle modalità di riempimento della diga.

L’ex viceministro degli Esteri egiziano, Mohamed Hegazy, ha riferito per telefono al quotidiano Al-Monitor: “La posizione della Giordania a sostegno dell’Egitto nella crisi della GERD è in linea con la diplomazia araba generale in questa fase. Così come la Lega Araba ha espresso chiaramente il suo sostegno alla posizione egiziana, la Giordania ha sostenuto la posizione del Cairo”. Tuttavia, ha osservato Hegazy, “gli interessi dei tre Paesi sono difficili da conciliare perché l’Etiopia vuole garantire il suo diritto di generare elettricità dalla diga e in questo modo favorire lo sviluppo del Paese, mentre l’Egitto e il Sudan sono preoccupati di preservare i diritti inalienabili che possiedono in quanto stati a valle”.

Il 23 giugno, il Consiglio della Lega Araba ha rilasciato diverse dichiarazioni sulla crisi della GERD, sottolineando che la sicurezza idrica parte integrante della sicurezza nazionale araba, sia per l’Egitto che per il Sudan, e sottolineando la necessità che tutte le parti si astengano da misure unilaterali, compreso il riempimento e il funzionamento della diga, in quanto sarebbe un’esplicita violazione della Dichiarazione di principi firmata dai tre paesi a Khartoum il 23 marzo 2015. A tal proposito, Hegazy ha aggiunto: “Forse queste posizioni regionali e internazionali potrebbero spingere la parte etiope a rendersi conto dell’importanza della cooperazione, della stabilità e dell’equità nell’uso dell’acqua in un modo che consenta lo sviluppo e preservi la quota d’acqua dell’Egitto”. Gli Stati Uniti, secondo quanto specificato da Al-Monitor, avrebbero già imposto misure punitive contro l’Etiopia, tagliando al Paese circa 100 milioni di dollari di aiuti, a causa della sua “posizione ostinata” sulla GERD. Secondo Hegazy, le sanzioni statunitensi e le decisioni della Lega araba dimostrano che questi Paesi sono consapevoli dei principali ostacoli alla risoluzione della questione e allo sblocco dei negoziati. L’Egitto ha espresso il suo apprezzamento per il sostegno ricevuto “dagli Stati arabi fraterni” e ha fatto intendere che questa mossa creerà pressioni sull’Etiopia e incoraggerà il pubblico a rifiutare la posizione di Addis Abeba.

Kamel al-Sayyed, professore di scienze politiche all’Università del Cairo, ha dichiarato espressamente ad Al-Monitor che “il nuovo governo in Giordania sostiene politicamente e moralmente l’Egitto”. “Il sostegno che la Giordania ha mostrato verso l’Egitto rientra nel quadro dei forti legami che i due Paesi hanno sempre avuto e nella visione che condividono su molte questioni”, ha aggiunto Ahmed Fouad Abaza, membro della Commissione degli Affari arabi del Parlamento egiziano.

L’Egitto e la Giordania hanno forti relazioni a vari livelli. Condividono diversi obiettivi politici, il più importante dei quali è la causa palestinese, in cui le due parti giocano un ruolo di primo piano, oltre alla lotta al terrorismo. La cooperazione economica è recentemente cresciuta tra i due Paesi, poiché il commercio è aumentato tra gennaio 2019 e novembre 2019 raggiungendo 858,3 milioni di dollari di scambi, con un aumento del 52,3% rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo lo State Information Service egiziano.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.