Guinea: Condé verso un terzo mandato presidenziale

Pubblicato il 24 ottobre 2020 alle 18:38 in Africa Guinea

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Il presidente uscente della Guinea, Alpha Condé, ha vinto le elezioni presidenziali dello scorso 18 ottobre con il 59,5% dei voti, secondo un conteggio preliminare eseguito dalla commissione elettorale del Paese e reso pubblico il 24 ottobre.

La vittoria dell’82enne Condé dovrà ora essere confermata dalla Corte costituzionale della Guinea e, se l’esito fosse positivo, al presidente sarà consentito un terzo mandato presidenziale. Il risultato è giunto a seguito di elezioni agguerrite, durante le quali l’opposizione ha accusato Condé di non avere il diritto di presentarsi come candidato e di infrangere la legge, laddove dovesse restare al potere. Da parte sua, però, Condé ha affermato che la sua candidatura è stata legale, in base a quanto stabilito da un referendum lo scorso 22 marzo che gli aveva consentito di modificare la Costituzione e che, però, aveva scatenato numerose proteste. In particolare, lo scorso 7 aprile, modificando la Costituzione, Condé aveva esteso la durata del mandato presidenziale da 5 a 6 anni pur mantenendo il limite dei due mandati consecutivi ma aveva fatto intendere che i suoi due precedenti mandati non sarebbero stati presi in considerazione nel nuovo ordine.

Il candidato dell’opposizione, Cellou Dalein Diallo, ha ottenuto il 33,5% delle preferenze e ha da subito affermato di avere prove di frodi elettorali con le quali intende avanzare un reclamo alla Corte costituzionale. Il 19 ottobre scorso, Diallo aveva già dichiarato di aver vinto e, al momento, sembrerebbe essere stato messo in isolamento presso la sua abitazione per motivi di sicurezza. Secondo la legge della Guinea, Diallo avrà 8 giorni di tempo dalla pubblicazione dei risultati preliminari per contestare i risultati elettorali.

Condé era già stato eletto presidente nel 2010 e nel 2015 quando la sua nomina aveva incoraggiato speranze nel progresso democratico essendo stato il primo leader democraticamente eletto del Paese. Secondo i suoi critici, però, da allora la repressione del dissenso sarebbe aumentata e il Paese avrebbe assistito ad una svolta autoritaria. Diallo, invece, è un ex-primo ministro che era già finito al secondo posto alle eelezioni presidenziali sempre dietro a Condé sia nel 2010, sia nel 2015.

Prima del 24 ottobre, in parte, erano già emersi risultati preliminari che davano per certa la vittoria di Condé e ai quali parte della popolazione ha reagito scendendo in strada e dando vita a proteste, nel corso delle quali sono finora morte 17 persone. Al momento, il numero totale delle vittime non è tuttavia chiaro, da un lato il governo ne ha confermate 9 di cui un poliziotto, mentre l’opposizione ha affermato che siano state almeno 20 le persone che hanno perso la vita. In generale, si teme che la violenza post-elettorale possa continuare e aggravarsi.

Il 24 ottobre, le strade della capitale della Guinea, Conakry, erano deserte ad eccezione di un’ingente presenza militare, impiegata per prevenire movimenti violenti e per mantenere la pace. Il giorno prima, alcuni testimoni hanno affermato di aver udito spari nella città poco dopo il dispiegamento dei militari per le sue strade. Oltre a questo, sarebbero stati registrati anche più guasti alla rete internet.

 Secondo il primo ministro del Paese, Ibrahima Kassory Fofana, nonostante il clima pre-elettorale sia stato molto teso, le elezioni si sono svolte in modo calmo e tranquillo, eccezion fatta per “piccoli incidenti qua e là”. Anche gli osservatori dell’Unione Africana e della Economic Community of West African States(ECOWAS) hanno confermato che il processo elettorale si sia svolto in modo lineare. Lo stesso Diallo ha confermato che il processo dall’apertura alla chiusura dei seggi sia andata “generalmente bene”, ma il problema si sarebbe posto durante la conta e la pubblicazione dei voti.

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Camilla Canestri

di Redazione

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