Libia: è ufficiale, raggiunto l’accordo per un cessate il fuoco permanente

Pubblicato il 23 ottobre 2020 alle 12:56 in Africa Libia

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Le delegazioni libiche rivali, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5, hanno ufficialmente siglato un accordo di cessate il fuoco permanente in tutta la Libia.

A darne notizia, venerdì 23 ottobre, la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite (UNSMIL) ed il suo inviato speciale ad interim, Stephanie Williams, la quale ha monitorato l’intero ciclo di colloqui, iniziato il 19 ottobre. La missione ha definito il risultato “storico”, nonché un punto di svolta “decisivo e coraggioso” verso il raggiungimento della pace e della stabilità in Libia. Il Comitato militare congiunto è formato da cinque rappresentanti dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e da altrettanti membri del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). Si tratta di uno dei risultati della cosiddetta conferenza di Berlino, il meeting svoltosi il 19 gennaio in cui diversi attori a livello internazionale hanno discusso delle eventuali strade da seguire per risolvere il conflitto e la crisi in Libia. L’obiettivo cardine era proprio giungere ad un cessate il fuoco permanente e allontanare dal Paese Nord-africano tutti i combattenti non libici. Quello terminato il 23 ottobre a Ginevra è stato il quarto round. L’ultimo aveva avuto luogo il 28 e 29 settembre in Egitto.

Per Stephanie Williams, l’accordo di cessate il fuoco firmato il 23 ottobre spiana la strada ad una pace globale ed inclusiva per il perdurante conflitto libico. Oltre ad elogiare le due delegazioni per l’importante risultato raggiunto e per la professionalità mostrata, l’inviata delle Nazioni Unite, nel discorso rivolto nel corso della cerimonia conclusiva, ha esortato le parti coinvolte a rispettare gli obblighi e gli impegni presi, evidenziando la necessità di lavorare il prima possibile per alleviare le molte sofferenze causate dal conflitto e per fornire “un barlume di speranza” alla popolazione libica, la quale è in attesa di un futuro migliore, più sicuro e pacifico. “Spero che questo accordo consenta agli sfollati e ai rifugiati all’interno e all’esterno del Paese di far ritorno nelle proprie abitazioni e di vivere in pace e sicurezza”, sono state le parole di Williams.

La notizia dell’accordo è stata altresì confermata dal capo della delegazione del Comando Generale del Comitato Militare Congiunto, Imhamed al-Amami, il quale ha affermato che si impegnerà per far sì che l’accordo venga rispettato. “Il Comitato è stato in grado di rispondere alle aspirazioni della popolazione libica e di diffondere uno spirito di pace e sicurezza”, ha affermato al-Amami, esprimendo soddisfazione per quanto raggiunto e ringraziando la Missione UNSMIL per gli sforzi profusi. Da parte sua, il capo della delegazione del governo tripolino, Ali Abu Shahma, ha invitato gli ufficiali dell’esercito libico a profondere sforzi per ricostruire le istituzioni militari e contrastare coloro che desiderano destabilizzare la sicurezza e la stabilità in Libia. Le forze politiche sono state, a loro volta, esortate ad unirsi e ad impegnarsi per garantire stabilità politica e militare. “Il popolo libico sta aspettando che il cambiamento si concretizzi, e che si ponga fine alle sofferenze in tutti i territori libici, soprattutto a Sud”, ha infine aggiunto Shahma.  

Sin dall’inizio dei colloqui, il 19 ottobre, Stephanie Williams ha messo in luce il clima di ottimismo e l’atmosfera produttiva che ha portato al raggiungimento di risultati notevoli. Tra le intese concordate nel corso dei meeting, vi è l’allontanamento di forze e mercenari stranieri dai territori libici entro 90 giorni, l’apertura di vie di comunicazione tra le diverse regioni libiche, come le strade Shwayrif-Sabha-Murzuq, Abu Qurayn-Jufra e Misurata-Sirte-Agedabia, la ripresa del traffico aereo a Sebha, l’impegno nel continuare a favorire una de-escalation sui fronti di combattimento, la necessità di porre fine a campagne mediatiche di incitamento all’odio, condotte anche attraverso i social, lo scambio di detenuti e la “ristrutturazione” di una “guardia petrolifera” posta a controllo di infrastrutture e giacimenti.

A detta di Williams, i colloqui di Ginevra potrebbero avere un impatto positivo significativo sui restanti “percorsi” in materia politica, economica e di sicurezza. Inoltre, il round intrapreso il 19 ottobre verrà seguito da un forum politico che si terrà, presumibilmente, in Tunisia nel mese di novembre. Il suo obiettivo sarà trovare un accordo su un quadro politico globale, per poi giungere ad elezioni nazionali.

È dal 21 agosto, data in cui il premier di Tripoli, Fayez al-Sarraj e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, hanno annunciato un cessate il fuoco presso i fronti di combattimento, che la crisi libica è al centro di un’ampia mobilitazione diplomatica che vede impegnati attori nazionali, regionali ed internazionali. Il fine ultimo è porre fine alla situazione di grave instabilità che caratterizza la Libia dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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