Libia: Sarraj incontra Conte, l’Italia a favore della road map di Berlino

Pubblicato il 23 ottobre 2020 alle 8:35 in Italia Libia

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Il premier e capo del Consiglio presidenziale del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, ha incontrato, il 22 ottobre, il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, a Roma. Tra i partecipanti al meeting, anche i ministri degli Esteri di entrambi i Paesi, Luigi Di Maio e Mohamed Siala. Nel frattempo, a Ginevra continuano i colloqui del comitato militare congiunto 5+5.

Come riportato dal quotidiano al-Wasat, gli interlocutori libici e italiani hanno discusso degli ultimi sviluppi nel panorama libico e delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, oltre che a una serie di dossier relativi alle iniziative di cooperazione congiunta in materia di sicurezza, migrazione ed economia. Nello specifico, sono state prese in esame le iniziative riguardanti programmi di studio e formazione in accademie militari italiane per il personale libico, le misure adottate e da adottare per favorire il ritorno delle aziende italiane in Libia e la ripresa delle loro attività, e il contributo italiano nello sviluppo territoriale, oltre che nella lotta all’immigrazione illegale e alla tratta di esseri umani.

Da parte italiana, è stato ribadito il sostegno di Roma alla “road map” stabilita alla conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020, alla luce degli sviluppi positivi dei colloqui di Ginevra tuttora in corso e in vista del Forum di Dialogo Politico Libico, che si terrà, presumibilmente, in Tunisia dall’8 novembre. Sia al-Sarraj sia Conte si sono detti a sostegno della Risoluzione 2510 adottata dal Consiglio di Sicurezza e dei risultati di Berlino, i quali riguardano tre percorsi specifici, ovvero sicurezza, economia e politica.

È sulla scia della Conferenza di Berlino che, dal 19 ottobre, Ginevra sta ospitando il quarto round del Comitato militare congiunto 5+5. Tale Comitato è formato da cinque rappresentanti dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e da altrettanti membri del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). L’obiettivo cardine è giungere ad un cessate il fuoco permanente e allontanare dal Paese Nord-africano tutti i combattenti non libici. L’ultimo round aveva avuto luogo il 28 e 29 settembre in Egitto.

Stando a quanto riferito da al-Jazeera, dopo gli accordi iniziali raggiunti nel corso dei primi incontri, anche la giornata del 22 ottobre ha portato a notevoli risultati. Tuttavia, secondo una fonte interna al comitato, legata al GNA, si tratta di “intese preliminari” che dovranno essere seguite da un meccanismo di attuazione da concordare in un secondo momento. In un’intervista con il quotidiano arabo, la medesima fonte ha riferito che la questione più spinosa al centro dei negoziati è la smilitarizzazione della città costiera di Sirte e della base di al-Jufra, nella Libia centrale. Si tratta di una proposta avanzata nei mesi precedenti anche dagli Stati Uniti, in vista di quella che era stata definita una “battaglia imminente” su tali fronti.

A detta della fonte intervistata, il GNA sta provando a portare avanti tale iniziativa e sembra che la delegazione dell’LNA abbia mostrato i primi segnali di apertura. Un altro punto su cui, invece, è stato già trovato un inaspettato consenso riguarda il ritiro di combattenti e mercenari stranieri dai territori libici entro 90 giorni. Per la giornata di venerdì 23 ottobre è prevista la conclusione dei lavori del Comitato, svoltisi sotto l’egida della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite (UNSMIL). Si prevede che spetterà a quest’ultima rilasciare o meno una dichiarazione finale.

Nel frattempo, riporta al-Jazeera, a Losanna sono in corso ulteriori meeting tra delegati della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, dell’Alto Consiglio di Stato libico e del Consiglio presidenziale, i quali rappresentano il prosieguo degli incontri di Montrux tenutisi dal 7 al 9 settembre. Al centro delle discussioni vi sono i meccanismi da seguire per ristrutturare il Consiglio presidenziale e separarlo dal Governo di Accordo Nazionale, per formare un governo di unità nazionale, e selezionarne i ministri membri. Già a Montreux, i partecipanti avevano concordato di tenere elezioni presidenziali e parlamentari al termine di un periodo di transizione di 18 mesi, conformemente a un quadro costituzionale da concordare.

È dal 21 agosto, data in cui il premier di Tripoli, al-Sarraj, e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, hanno annunciato un cessate il fuoco presso i fronti di combattimento libici, che la crisi libica è al centro di un’ampia mobilitazione diplomatica che vede impegnati attori nazionali, regionali ed internazionali. Il fine ultimo è porre fine alla situazione di grave instabilità che caratterizza la Libia dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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