La Tunisia apre il nuovo “Dialogo 5+5” sul Mediterraneo occidentale

Pubblicato il 23 ottobre 2020 alle 13:18 in Europa Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Tunisia ha presieduto, giovedì 23 ottobre, i lavori della sedicesima riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi del Mediterraneo occidentale, riuniti nell’ambito del “Dialogo 5 + 5”.

L’incontro, tenutosi in videoconferenza, si è svolto sotto la bandiera “Insieme per la sicurezza collettiva e il partenariato nel bacino del Mediterraneo occidentale”, affrontando temi che riguardano le sfide più critiche per gli Stati della regione, dalla pandemia di coronavirus, alla Libia, fino alla situazione nel Sahel. I ministri hanno altresì discusso di questioni correlate al terrorismo, all’immigrazione irregolare e alla criminalità organizzata. 

“Il Dialogo 5 + 5, che mira a fare del Mediterraneo occidentale una regione di pace, stabilità e prosperità, è chiamato a delineare una nuova strada per il partenariato euromediterraneo e a rendere lo sviluppo della solidarietà la sua priorità”, ha sottolineato il ministro degli affari esteri tunisino, Othman Jerandi. In tale ottica, il funzionario di Tunisi ha invitato le parti a unificare gli sforzi per attivare la risoluzione franco-tunisina n. 2532, adottata dal Consiglio di Sicurezza, relativa al rafforzamento della solidarietà internazionale per combattere la pandemia. Questa misura, ha sottolineato Jerandi, servirà a consolidare le relazioni nel quadro della cooperazione euro-mediterranea.

Per quanto riguarda l’evoluzione della situazione in Libia, il ministro tunisino ha ribadito la posizione a sostegno di una soluzione politica globale e duratura che preservi la sovranità del Paese, la sua unità nazionale e la sua integrità territoriale. “Si tratta di sostenere un dialogo globale intra-libico sotto l’egida delle Nazioni Unite e lontano da interferenze straniere”, ha precisato Jerandi.

Quest’ultimo ha infine ricordato che la Tunisia è impegnata a sostenere e rafforzare la sua cooperazione con i Paesi del Sahel, in particolare nel campo della lotta al terrorismo e della prevenzione contro l’estremismo violento, poiché la protezione dei minori dalle derive radicali e il rafforzamento della pace e della sicurezza sono una priorità per la regione. “Il terrorismo non ha identità o religione e non ha alcun legame con la religione musulmana e i suoi principi tolleranti”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo che, per quanto riguarda invece il tema dell’immigrazione irregolare e le sue ripercussioni sulla sicurezza, la Tunisia compie sforzi permanenti dal 2011 per combattere tale problematica.

Anche il Ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha partecipato in videoconferenza alla riunione, insieme agli omologhi di Tunisia, Malta, Algeria, Spagna, Francia, Libia, Marocco, Mauritania, Portogallo, nonché all’Alto Rappresentante dell’Unione Europea e ad alcune organizzazioni della società civile.

Nel suo intervento, il ministro Di Maio ha ribadito l’interesse strategico dell’Italia alla stabilità e allo sviluppo della regione del Mediterraneo, sottolineando il contributo positivo del Dialogo 5+5 alla cooperazione fra le due sponde del bacino. Tra le azioni regionali congiunte, citate dal ministro e riguardanti soprattutto l’impegno a far fronte alle sfide comuni, è stata ricordata la proposta italiana per un “Grand Pacte pour la Jeunesse”, lanciato in occasione della visita di Di Maio a Tunisi, lo scorso 17 agosto.

Sulla situazione in Libia, una questione di importanza prioritaria per l’Italia, il ministro degli Esteri ha dichiarato che è necessario continuare a lavorare per sostenere insieme la stabilizzazione del Paese nordafricano, seguendo le linee delineate dalle Nazioni Unite e dalla Conferenza di Berlino. Di Maio ha espresso l’appoggio di Roma al raggiungimento di un reale accordo di cessate il fuoco, promosso dal Comitato Militare Congiunto 5+5, riunito in questi giorni a Ginevra, e all’avvio, dal 26 ottobre, del Foro di Dialogo Politico Libico, “un momento essenziale per definire con un approccio inclusivo il futuro istituzionale della Libia”, secondo quanto si legge nella dichiarazione ufficiale del Ministero degli Esteri.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.