Egitto e Spagna conducono esercitazione navale congiunta nel Mar Rosso

Pubblicato il 23 ottobre 2020 alle 18:07 in Egitto Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze navali egiziane e spagnole hanno dato il via, giovedì 22 ottobre, ad esercitazioni congiunte nel Mar Rosso che prevedono, tra le altre cose, attività di difesa aerea, addestramento di formazioni della flotta e operazioni di tiro. Il portavoce delle Forze armate del Cairo, Tamer Al-Refae, ha precisato che le due fregate egiziane Al-Naser e Abu Qir e la fregata spagnola Santa Maria hanno preso parte all’esercitazione.

“L’addestramento riflette l’elevata competitività e capacità di combattimento, nonché la prontezza, delle truppe navali egiziane” si legge nel comunicato del Cairo, il quale specifica che l’operazione ha avuto l’obiettivo di rafforzare i pilastri della cooperazione congiunta tra Egitto e Spagna, entrambe dotate di una significativa esperienza nel settore marittimo. In più, afferma la dichiarazione, “l’esercitazione congiunta sostiene gli sforzi volti a consolidare le capacità bilaterali nel raggiungimento degli interessi comuni e a sostenere gli sforzi per la sicurezza e la stabilità marittima della regione”.

Solo qualche giorno prima, il 10 ottobre, i due Paesi avevano condotto un’esercitazione navale di passaggio nel Mediterraneo, come parte dei loro sforzi per rafforzare la cooperazione militare e condividere le rispettive capacità. All’operazione avevano preso parte la fregata egiziana Toshka e quella spagnola Reina Sofia.

Le manovre militari tra Madrid e il Cairo confermano il grande attivismo della Spagna in Nord Africa. Tra Egitto, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, il governo spagnolo sembra aver ritrovato uno slancio diplomatico nella regione. L’esercitazione navale nel Mar Rosso ha rivelato che Madrid riconosce la necessità di essere un attore più attivo e credibile al di fuori della sua sfera di influenza attuale, mentre quella nel Mediterraneo ha mostrato chiaramente che il Paese è preoccupato per come la crescente potenza della Turchia possa influenzare i suoi interessi nel Maghreb, soprattutto in Libia.

Nel Paese nordafricano, devastato da anni da un conflitto ancora in corso, la Spagna sta cercando di seguire una strategia simile a quella adottata dall’Italia, ovvero quella di non rinunciare alla collaborazione con l’Egitto senza però far innervosire la Turchia. L’Italia, ad esempio, se riceverà il via libera dell’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento (Uama), dovrebbe vendere all’Egitto due fregate europee multimissione (Fremm). Si tratta, in particolare, delle unità Spartaco Schergat ed Emilio Bianchi, prodotte da Fincantieri, per un valore stimato di circa 1,2 miliardi. La vendita delle due fregate, che rafforzerà la partnership tra Roma e Il Cairo, non prescinderà però dall’appoggio che il governo italiano continuerà a fornire al Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, considerato l’unico legittimo a livello internazionale.

Una situazione di grave instabilità caratterizza la Libia dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica. Sono due schieramenti che si sono affrontati. Da un lato vi è il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e guidato dal premier Fayez al-Sarraj, il quale rappresenta l’unico esecutivo riconosciuto dall’Onu. I suoi principali sostenitori sono la Turchia, l’Italia e il Qatar. Dall’altro lato vi è il governo di Tobruk del generale Khalifa Haftar, appoggiato da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Anche la Giordania è considerata tra i suoi principali esportatori di armi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.