Repubblica Ceca: coronavirus fuori controllo, scatta il lockdown parziale

Pubblicato il 22 ottobre 2020 alle 13:31 in Europa Repubblica Ceca

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Repubblica Ceca ha registrato un numero record di contagi giornalieri, mercoledì 21 ottobre, con 14.968 nuovi positivi. Questi i dati del Ministero della Salute di Praga, mentre il governo annuncia la chiusura di diversi negozi e attività commerciali e inasprisce le restrizioni per cercare di frenare la diffusione del virus.

Il Paese, che sta assistendo, come gran parte d’Europa, a una seconda ondata di nuovi casi di coronavirus, ha registrato, da marzo, circa 209.000 infezioni. Le morti sono salite a 1.739, con 69 decessi segnalati nella giornata di mercoledì.

In mezzo a un’impennata di contagi, che sta minacciando il collasso dell’intero sistema sanitario, la Repubblica Ceca ha deciso di adottare esattamente le stesse restrizioni cui erano stati sottoposti i cittadini in primavera. Questo nonostante il primo ministro ceco, Andrej Babis, avesse più volte assicurato che misure simili non sarebbero più state adottate. “Non abbiamo più tempo per aspettare”, ha spiegato il premier, mercoledì 21 ottobre, cambiando radicalmente i toni rispetto a quest’estate. “L’impennata è enorme“, ha aggiunto.

Babis si è detto dispiaciuto per l’enorme impatto che le restrizioni avranno sulla vita di tutti i giorni, ma ha affermato che se non verranno reintrodotte tali misure, “il sistema sanitario crollerà tra il 7 e l’11 novembre”. “Mi scuso anche per il fatto di aver escluso questa opzione in passato perché non ero in grado di immaginare che una simile situazione potesse accadere”, ha aggiunto, concludendo: “Purtroppo è successo e ora dobbiamo proteggere la vita dei nostri cittadini”.

Le misure includono limiti alla libertà di circolazione, nonché chiusura di molti negozi, centri commerciali e hotel. Le normative rimarranno in vigore almeno fino al 3 novembre. Secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), la Repubblica Ceca, con una popolazione di circa 10,7 milioni di persone, è diventata, nelle ultime settimane, la nazione con il più alto tasso d’infezioni in Europa rispetto al numero di abitanti. La media settimanale dei nuovi casi giornalieri è aumentata nelle ultime due settimane da 29,6 per 100.000 persone, il 6 ottobre, a 85,6 per 100.000 persone, martedì 20 ottobre.

A fine giugno, mentre i cechi tenevano una festa di addio al coronavirus sul Ponte Carlo, a Praga, il Paese aveva registrato solo 12.000 infezioni. Il basso numero di casi aveva portato a un allentamento delle restrizioni, consentendo festival e viaggi illimitati per tutta l’estate. Il premier ceco ha ammesso di recente che “forse le mascherine avrebbero dovuto restare obbligatorie per tutta l’estate”, specificando di aver revocato le restrizioni perché “non sapeva” come avrebbero reagito i cittadini se fossero state mantenute durante i mesi estivi. “Se alcune misure fossero rimaste in vigore durante l’estate, non saremmo di fronte alla crescita esponenziale cui assistiamo oggi”, ha affermato il virologo dell’Accademia ceca delle scienze, Jan Paces.

Ad oggi, molti ricordano ancora quando l’allora ministro della Salute, Adam Vojtech, e il suo team proposero, ad agosto, di introdurre la mascherina obbligatoria nelle scuole. Il primo ministro Babis respinse fermamente l’opzione avanzata dai funzionari del Ministero e, alcune settimane dopo, quando i nuovi casi ricominciarono ad aumentare, licenziò Vojtech.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.