Polonia e Ungheria ribadiscono le loro posizioni nei confronti delle politiche UE

Pubblicato il 22 ottobre 2020 alle 17:42 in Polonia Ungheria

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Il ministro degli Esteri dell’Ungheria, Peter Szijjarto, è stato ricevuto oggi, giovedì 22 ottobre, dal suo omologo polacco, Zbigniew Rau, a Varsavia. “La Polonia e l’Ungheria faranno quello che è necessario per fermare ogni potenziale ricatto quando si tratta di accedere ai finanziamenti dell’Unione Europea”, ha assicurato Szijjártó al termine dell’incontro.

I due ministri hanno sottolineato i rispettivi punti di vista e hanno convenuto sul fatto che entrambi i Paesi abbiano diritto ai fondi europei dal momento che “i polacchi e gli ungheresi contribuiscono alla produzione economica dell’UE”, ha specificato il capo degli Esteri ungherese. “I finanziamenti europei sono una risorsa comune e i tentativi di ricattare l’Ungheria e la Polonia costringendole a modificare la loro politica migratoria o a rinunciare ad altre politiche sono inaccettabili”, ha aggiunto.

Szijjártó e Rau hanno rivelato che intendono respingere il nuovo patto sull’immigrazione proposto dalla Commissione europea. “La proposta include gli stessi errori che l’Unione ha commesso negli scorsi 5 anni”, ha dichiarato Szijjártó, sottolineando che “il patto include ancora le quota d’immigrazione, anche se fa uno sforzo grammaticale per descriverle in modo diverso”.

Discutendo poi, nel corso dell’incontro, della situazione in Bielorussia, i due ministri hanno convenuto che l’Ungheria aiuterà la Polonia dopo che diversi diplomatici polacchi accreditati, compreso l’ambasciatore, sono stati costretti a lasciare il Paese. In particolare, Budapest rilascerà i visti per conto di Varsavia fino al ripristino della sua rappresentanza a Minsk.

La giornata, secondo quanto si apprende da fonti ufficiali, si concluderà con la firma, da parte del ministro delle Infrastrutture polacco, Andrzej Adamczyk, di un “documento per la creazione di un servizio ferroviario veloce tra Budapest e Varsavia”. Szijjártó ha confermato che lo studio di fattibilità per la parte ungherese del collegamento ferroviario sarà completato entro l’inizio del prossimo anno. “I documenti intermedi mostrano chiaramente che l’investimento per costruire il progetto ferroviario porterà un ritorno per la regione, fornendo un collegamento nord-sud e alle reti ferroviarie veloci dell’Europa occidentale”, ha detto il ministro degli Esteri ungherese.

La Polonia, nel frattempo, ha dichiarato che chiederà alla Commissione europea di approvare gli aiuti di Stato per la costruzione di una centrale nucleare, ha riferito, giovedì 22 ottobre, il ministro responsabile delle infrastrutture energetiche, Piotr Naimski. Il Paese genera la maggior parte della sua elettricità dalla combustione del carbone e vede l’energia nucleare come sistema per aiutare la nazione a ridurre le emissioni, in linea con quanto richiesto dall’Unione Europea.

Varsavia intende costruire 6-9 gigawatt (GW) di capacità di energia nucleare prevedendo la realizzazione della sua prima centrale entro il 2033. Tuttavia, il governo non ha ancora elaborato uno schema di finanziamento. All’inizio di questa settimana, la Polonia e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo in base al quale Varsavia potrebbe acquistare da società statunitensi 18 miliardi di dollari in tecnologia nucleare, ha riferito il dipartimento dell’energia USA. Naimski ha però specificato che i dettagli finanziari per il nuovo impianto non fanno parte dell’accordo e che i costi di costruzione e il finanziamento sono ancora soggetti a trattative.

Il ministro ha sottolineato che l’energia nucleare è necessaria perché le fonti rinnovabili che la Polonia intende sviluppare, compresi i parchi eolici offshore e l’energia solare, necessitano di un backup di forniture stabili. La Polonia è l’unico Stato dell’UE che non ha fissato l’obiettivo di neutralità in termini di emissioni di carbonio, con il partito Diritto e Giustizia, attualmente al governo, che sostiene che il Paese abbia bisogno di più tempo e denaro per far passare la sua economia dal carbone ad un’energia più pulita.

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Chiara Gentili

di Redazione

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