L’intelligence degli USA accusa Iran e Russia di interferire nelle elezioni, Teheran smentisce

Pubblicato il 22 ottobre 2020 alle 19:32 in Iran Russia USA e Canada

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Il direttore dell’intelligence degli USA, John Ratcliffe, ha dichiarato che l’Iran e la Russia hanno ottenuto informazioni sulla registrazione di alcuni elettori statunitensi. L’Iran avrebbe quindi minacciato alcuni cittadini, fingendo di essere un gruppo di estrema destra statunitense. 

Ratcliffe, insieme al direttore dell’FBI, Chris Wray, ha tenuto una conferenza stampa annunciata all’ultimo minuto, il 21 ottobre. In tale occasione ha reso noto che l’Iran si cela dietro una serie di email, inviate agli elettori registrati dall’indirizzo “info@officialproudboys.com”. Nei messaggi si intimava ai destinatari di votare per Trump: “Voto for Trump or else!”, riferiva l’email in questione, che non è chiaro a quanti indirizzi sia stata effettivamente mandata. Tuttavia, i messaggi hanno preso di mira gli elettori registrati in almeno 4 Stati in bilico, tra i quali la Florida e la Pennsylvania. “Abbiamo già visto l’Iran inviare email contraffatte progettate per intimidire gli elettori, incitare disordini sociali e danneggiare il presidente Trump”, ha dichiarato Ratcliffe. “Potreste aver avuto notizie a tale riguardo nelle ultime 24 ore o potreste anche essere uno dei destinatari di queste email”, ha aggiunto. 

Sempre dall’Iran sarebbero partite anche email contenenti video che denunciavano il rischio di truffe nel voto. Secondo il direttore dell’intelligence i dati degli elettori registrati sono stati utilizzati da attori stranieri per tentare di comunicare false informazioni ai cittadini, al fine di creare confusione, seminare il caos e minare la fiducia nella democrazia americana. Interrogato dalla CNN sui commenti di Ratcliffe, secondo cui le e-mail miravano a danneggiare Trump, un alto funzionario dell’intelligence ha riferito alla CNN: “Gli iraniani stanno seguendo da vicino la politica degli Stati Uniti e comprendono i retroscena relativi ai Proud Boys, recentemente emersi nel dibattito presidenziale, e sanno che l’invio di email minatorie da parte loro provocherebbe un contraccolpo nei media, che sarebbe dannoso per Trump, a causa di questi presunti sostenitori violenti di Trump che minacciano i democratici “. Il funzionario ha fatto riferimento a quando Trump ha chiesto ai militanti di estrema destra, noti come Proud Boys, di “farsi da parte e stare pronti” durante il primo dibattito presidenziale del 30 settembre. 

Da parte sua, l’Iran ha negato categoricamente le accuse e ha convocato l’ambasciatore svizzero a Teheran, Markus Leitner, per discuterne. L’ambasciata svizzera rappresenta gli interessi degli Stati Uniti in Iran. Secondo il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, Leitner è stato convocato per ascoltare le proteste dei rappresentanti iraniani riguardo alle accuse secondo cui Teheran e Mosca stanno cercando di influenzare le elezioni statunitensi. Inoltre, il portavoce ha dichiarato che si tratta dell’ennesima notizia ingannevole che arriva dagli Stati Uniti. Khatibzadeh ha proseguito affermando che l’intelligence statunitense ha da tempo una lunga storia di interferenze nelle elezioni di altri Paesi ed è stata spesso causa di disordini. “Sono imprigionati nel loro mondo di inganni, quindi fanno accuse infondate contro gli altri al fine di deviare l’opinione pubblica attraverso il loro progetto antidemocratico e questi scenari infantile”, ha dichiarato il portavoce. Questo ha poi consigliato agli Stati Uniti di evitare le chiacchiere di propaganda, le accuse infondate e la creazione di scenari sospetti, e di provare come un Paese normale ad avere relazioni con altri Stati nell’arena internazionale.

L’Iran vive una campagna di massima pressione da parte dell’attuale amministrazione degli Stati Uniti, guidata dal presidente Trump. Questo è uscito unilateralmente dall’accordo sul nucleare del 2015, l’8 maggio 2018, causando la reintroduzione di pesanti sanzioni ai danni di Teheran che non hanno fatto che aumentare negli ultimi anni, soffocando il Paese in un momento già molto difficile, a causa della pandemia di coronavirus. Tuttavia, è importante specificare anche che l’ex capo della sezione intelligence del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Brian Murphy, ha accusato formalmente i suoi superiori di avergli ordinato di evidenziare la minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dall’Iran, dalla Cina e dai gruppi estremisti di sinistra. Dall’altra parte, al funzionario sarebbe stato chiesto di minimizzare i rischi posti dalla Russia e dall’estrema destra statunitense, seguendo la linea che lo stesso Trump esternava durante gli eventi pubblici, per evitare di “mettere in imbarazzo il presidente”. La denuncia è stata redatta sotto forma di un report di 24 pagine, presentato l’8 settembre agli organi del Congresso che sono deputati al controllo dell’esecutivo. 

Da parte sua, l’amministrazione ha respinto le accuse. “L’ambasciatore O’Brien non ha mai cercato di imporre l’attenzione dell’intelligence sulle minacce contro l’integrità delle nostre elezioni o su qualsiasi altro argomento, qualsiasi opinione che suggerisca il contrario che sia formulata da un ex dipendente scontento, che l’ambasciatore non ha mai incontrato o sentito parlare, è falsa e diffamatoria”, ha dichiarato Sarah Matthews, vice addetta stampa della Casa Bianca. “Il Dipartimento generalmente non commenta le specifiche delle segnalazioni dell’Ufficio dell’Ispettore Generale, ma neghiamo categoricamente che ci sia del vero nel merito delle affermazioni del signor Murphy”, ha affermato il portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, Alexei Woltornist. Al momento, è possibile solo attendere un riscontro delle indagini a tale riguardo. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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