Libia: da Ginevra alla Turchia all’Italia, gli attori libici continuano a dialogare

Pubblicato il 22 ottobre 2020 alle 8:35 in Italia Libia

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Mentre a Ginevra le Nazioni Unite hanno riferito che le delegazioni del Comitato 5+5 hanno raggiunto un accordo su diverse questioni, tra cui l’apertura dei collegamenti terrestri e aerei, sia la Turchia sia l’Italia hanno accolto, il 21 ottobre, alcuni rappresentanti del panorama politico libico. A Roma, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha incontrato il suo omologo tripolino, Fathi Bashagha.

Come riportato da al-Jazeera, il capo di stato maggiore dell’esercito libico, il tenente generale Muhammad al-Haddad, si è recato ad Ankara, il 21 ottobre, dove ha incontrato il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, per discutere delle modalità volte a rafforzare la cooperazione militare tra la Turchia e il governo di Tripoli, altresì noto come governo di Accordo Nazionale (GNA). In particolare, secondo quanto riferito dall’operazione Vulcano di Rabbia, le due parti, dopo aver preso in esame gli ultimi sviluppi in Libia, si sono detti concordi a potenziare le attività di addestramento e consulenza militare per l’esercito e l’apparato di sicurezza in Libia, nel quadro degli accordi già raggiunti in precedenza, tra cui quello del 27 novembre 2019.

Nel frattempo, nella medesima giornata del 21 ottobre, il Ministro dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale, Fathi Bashagha, ha discusso con la sua omologa italiana, Luciana Lamorgese, di questioni riguardanti i flussi migratori nel bacino del Mediterraneo. La notizia è stata confermata anche dal sito del Ministero dell’Interno italiano, dove è stato riferito che i due interlocutori hanno ribadito il proprio impegno nella lotta all’immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani, sottolineando la necessità di gestire, “anche a livello bilaterale”, il controllo delle frontiere, “nel rispetto dei diritti umani della salvaguardia delle vite in mare e a terra”.

A tal proposito, Bashagha e Lamorgese si sono detti concordi ad elaborare una strategia globale ed inclusiva per le evacuazioni umanitarie dalla Libia verso l’Italia e i rimpatri volontari assistiti dalla Libia verso i Paesi di origine. Per fare ciò, è stato sottolineato da Roma, è necessario altresì rilanciare programmi di formazione congiunta e “finalizzare il negoziato sulla nuova bozza di Memorandum Italo-Libico”. Per la ministra italiana, ha poi riportato al-Jazeera, il fenomeno della migrazione irregolare nel bacino del Mediterraneo è una delle priorità dell’Unione Europea, che richiede il supporto della parte libica, attraverso l’istituzione di una “sala comune”, volta a monitorare le coste libiche e il trasferimento dei migranti. Il quotidiano al-Wasat ha riferito di un incontro anche tra Bashagha e il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, durante il quale si è discusso “delle prospettive di cooperazione congiunta tra i due Paesi” in diversi settori, con un focus specifico sulla sicurezza, in modo da salvaguardare gli interessi comuni di ambe le parti.

Parallelamente, anche a Ginevra le delegazioni affiliate alle due parti rivali, il GNA e l’Esercito Nazionale Libico (GNA) hanno continuato i propri colloqui, mediati dalla Missione di Sostegno UNSMIL, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. A tal proposito, l’inviata speciale dell’Onu ad interim, Stephanie Williams, ha affermato, il 21 ottobre, che le parti coinvolte nel dialogo hanno già raggiunto un’intesa su sei questioni. Tra queste, l’apertura di vie di comunicazione tra le diverse regioni libiche, come le strade Shwayrif-Sabha-Murzuq, Abu Qurayn-Jufra e Misurata-Sirte-Agedabia, la ripresa del traffico aereo a Sebha, l’impegno nel continuare a favorire una de-escalation sui fronti di combattimento, la necessità di porre fine a campagne mediatiche di incitamento all’odio, condotte anche attraverso i social, lo scambio di detenuti e la “ristrutturazione” di una “guardia petrolifera” posta a controllo di infrastrutture e giacimenti. A livello internazionale, è stato evidenziato come tali accordi rappresentino un primo passo nel cammino verso la pace.

Gli incontri del Comitato 5+5 costituiscono uno dei tre percorsi da seguire per portare pace e stabilità in Libia, i quali riguardano aspetti politici, economici e militari. A detta di Williams, i colloqui in corso a Ginevra, che si presume dureranno fino al 24 ottobre, potrebbero avere un impatto positivo significativo sui restanti “percorsi” di materia politica ed economica. Inoltre, il round intrapreso il 19 ottobre verrà seguito da un forum politico che si terrà, presumibilmente, in Tunisia nel mese di novembre. Il suo obiettivo sarà trovare un accordo su un quadro politico globale, per poi giungere ad elezioni nazionali.

È dal 21 agosto, data in cui il premier di Tripoli, Fayez al-Sarraj e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, hanno annunciato un cessate il fuoco presso i fronti di combattimento libici, che la crisi libica è al centro di un’ampia mobilitazione diplomatica che vede impegnati attori nazionali, regionali ed internazionali. Il fine ultimo è porre fine alla situazione di grave instabilità che caratterizza la Libia dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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