Bolivia, Arce assicura: Morales può aiutare, ma sarà il mio governo

Pubblicato il 22 ottobre 2020 alle 6:30 in America Latina Bolivia

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Il vincitore in pectore delle elezioni presidenziali in Bolivia, Luis Arce, ha deciso di marcare le distanze con il suo mentore politico, Evo Morales, poche ore dopo aver vinto con oltre il 53% dei voti le elezioni al primo turno domenica 18 ottobre.

“Se vuole aiutarci, sarà il benvenuto, ma non significa che sarà al governo. Sarà il mio governo” – ha sottolineato Arce in riferimento all’ex presidente, costretto alle dimissioni e alla fuga nel novembre 2019 per via delle proteste popolari e della pressione di militari e polizia seguite alla sua contestata vittoria elettorale del 20 ottobre precedente e oggi rifugiato in Argentina.

In assenza di conferme dei risultati ufficiali, le prime proiezioni suggeriscono che Arce restituirà il potere politico al Movimento per il socialismo (MAS), un anno dopo la caduta di Morales.

L’ex ministro dell’Economia, parlando della fine del governo del suo predecessore e alleato, ha sottolineato in un’intervista al canale britannico BBC che le elezioni di domenica mostrano “molto chiaramente” che il MAS è la “maggioranza politica” in Bolivia e che, quindi, alle elezioni del 2019 “non ci sono stati brogli”, ma che “è stata la destra ad organizzare un colpo di stato”.

La posizione di Arce è di vantaggio rispetto agli avversari sconfitti e agli alleati. L’economista ha ottenuto circa 10 punti in più rispetto a quanto ottenuto da Morales lo scorso anno e il 43% di Morales dell’ottobre 2019 era anche sospetto di brogli elettorali, mentre le elezioni in cui Arce ha conquistato il 53% sono state riconosciute come ordinate e pulite sia dagli avversari sia dalla comunità internazionale.

Per quanto riguarda il suo futuro mandato, tuttavia, Arce ha affermato che aspira a “costruire ponti”, anche se proprio le prime settimane possono essere segnate dai dubbi sul possibile ritorno di Morales in Bolivia e dal ruolo che ricoprirà in futuro, visto che non avrà alcuna carica elettiva dopo l’annullamento della sua candidatura a senatore da parte del Tribunale elettorale supremo del Paese andino.

Arce si è rifiutato di chiarire quando Morales potrebbe tornare in Bolivia, nonostante lui stesso abbia promesso di facilitare il suo ritorno se avesse conquistato la presidenza, e ha invece difeso un “rinnovamento” all’interno del MAS, in cui l’ex presidente per ora può solo “essere d’aiuto”. In questo senso, ha lasciato alle considerazioni dell’ex presidente il ruolo che questi ritiene di occupare in questo nuovo scenario.

A livello politico, Arce ha promesso di voltare pagina rispetto al “modello neoliberista” implementato nell’ultimo anno, sotto la direzione della presidente ad interim Jeanine Áñez. Arce ha quindi promesso di tornare a un modello che è “più sul lato sociale”, poiché ritiene che la pandemia di coronavirus abbia reso più evidente “che l’economia non sta andando bene”.

Arce, artefice delle politiche economiche nell’ultima fase dei governi di Morales, ha anche difeso la capacità del MAS di combattere la corruzione, sostenendo che, a differenza dell’attuale Esecutivo, nel precedente governo chi commetteva un’irregolarità era “affidato alla giustizia”.

Economista di 57 anni, Arce ha studiato all’Universidad Mayor de San Andrés, a La Paz, e ha conseguito un master presso l’Università britannica di Warwick. Ha lavorato per 18 anni presso la Banca Centrale ed è stato Ministro dell’Economia e delle Finanze per la maggior parte del mandato di Morales. Ha un profilo più tecnico che politico ed è stato scelto come candidato per tranquillizzare la classe media, che aveva abbandonato Morales alle elezioni dell’ottobre 2019, i cui risultati aprirono la strada alle proteste e alle dimissioni del leader indigeno.

Il nuovo presidente erediterà un’economia duramente colpita dalla pandemia, con una contrazione del PIL prevista del -6,2% nel 2020. I 7,3 milioni di elettori chiamati hanno anche rinnovato i 166 seggi al Congresso bicamerale, non è iniziato lo scrutinio ma il MAS dovrebbe godere di una comoda maggioranza in entrambi i rami del parlamento.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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