Bayraktar TB2: il drone della Turchia in grado di cambiare “il corso della guerra”

Pubblicato il 22 ottobre 2020 alle 11:03 in Medio Oriente Turchia

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Tra i dispositivi impiegati negli ultimi mesi dalla Turchia in diversi contesti, dalla crisi libica al conflitto in Nagorno-Karabach, vi è un aeromobile a pilotaggio remoto, Bayraktar TB2, il quale sembra aver suscitato l’interesse di più attori internazionali.

A riferirlo, il quotidiano al-Jazeera, secondo cui il drone turco ha assunto un ruolo sempre maggiore nel panorama internazionale, in quanto ritenuto tra i fautori principali delle trasformazioni “rapide e qualitative” verificatesi nei diversi fronti di battaglia in cui la Turchia è impegnata, tra cui Libia e Caucaso meridionale. Bayraktar TB2 è stato sviluppato dalla compagnia turca Baykar Technologies, ed era inizialmente destinato all’Aeronautica militare turca. Si tratta del primo UAV hunter-killer costruito completamente da Ankara, volto alle operazioni di monitoraggio a lunga autonomia e a medie altitudini. La richiesta di tale dispositivo, riferisce al-Jazeera, è aumentata nell’ultimo periodo, spingendo le aziende turche a sviluppare altresì le “munizioni intelligenti” da impiegare sul velivolo. Tra i principali committenti vi sono l’Azerbaigian, l’Ucraina, il Qatar e la Libia.

Murat Ikinci, presidente e CEO di Roketsan, una delle maggiori aziende turche attive nel campo dell’industria e della difesa militare, ha affermato che gli eventi dell’ultimo periodo hanno messo in luce l’importanza rivestita dal programma di sviluppo dei droni armati turchi. In particolare, questi ultimi hanno consentito alle forze armate turche di raggiungere successi notevoli in diverse aree di conflitto, fornendo loro le capacità militari di cui necessitavano.

A detta di Ikinci, il punto di forza di Bayraktar TB2 sta nei sistemi di munizioni intelligenti di piccole dimensioni installati sul velivolo, tra cui MAM-L e MAM-C, sistemi a guida laser prodotti da Roketsan e principalmente destinati a veicoli aerei senza equipaggio, aerei da attacco leggero e missioni terra-aria per piattaforme aeree a bassa capacità di carico. Per il CEO di Roketsan, sono stati tali dispositivi la chiave del successo delle operazioni militari, grazie alla loro elevata precisione e alla forza dei colpi missilistici. Secondo Ikinci, inoltre, la propria compagnia si è dimostrata in grado di apportare cambiamenti significativi, sviluppando l’arma in base alle prestazioni e alle informazioni rilevate direttamente nei campi di battaglia.

Il presidente di Roketsan ha evidenziato come il settore delle munizioni intelligenti di piccole dimensioni in Turchia abbia assistito a un notevole sviluppo negli ultimi tempi, distinguendosi dalle controparti e dai rivali di altri Stati. In particolare, le aziende turche hanno trasformato tali sistemi in strumenti altamente efficienti in grado di “cambiare il corso della guerra”. Al momento, Roketsan, ha riferito Ikinci, sta continuando a lavorare e ad impegnarsi per migliorare ulteriormente la qualità e le prestazioni del settore delle munizioni intelligenti di piccole dimensioni e, in particolare, delle versioni più avanzate dei modelli MAM-L e MAM-C, al fine di “espandere” la famiglia di droni e diversificare i propri prodotti. Si prevede che le forze armate turche inizieranno presto a impiegare nuovi sistemi di munizioni, da installare prevalentemente su droni “Akıncı” e “Aksungur”. Tra le funzionalità che si desidera migliorare, ha rivelato Ikinci, vi è la possibilità di lancio da piattaforme diverse.

Come riportato da Ikinci, di fronte ai successi ottenuti da queste armi nell’arena internazionale, il settore delle munizioni intelligenti di piccole dimensioni e dei droni armati e disarmati di fabbricazione turca ha assistito a un aumento delle richieste, soprattutto da Ucraina e Azerbaigian. Inoltre, a detta del presidente di Roketsan, è il concetto di guerra ad essersi evoluto e le piattaforme pesanti e grandi vengono sempre più sostituite da altre più leggere, senza equipaggio e più intelligenti.

È stato lo stesso CEO ad evidenziare, poi, come siano stati tali munizioni e velivoli a offrire “vantaggi operativi” e risultati notevoli all’esercito azero, nella cornice del conflitto in Nagorno-Karabach. Qui la Turchia è alleata dell’Azerbaigian, e, come sottolineato dal ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, Ankara ha offerto “tutto l’aiuto necessario” agli azeri. A tal proposito, l’Armenia accusa la Turchia di aver inviato armi, miliziani dalla Siria e aerei da combattimento all’Azerbaigian. La comunità internazionale, Russia e Francia in primis, hanno chiesto alla Turchia di evitare di fomentare il conflitto, ma Ankara ha spesso negato ogni tipo di coinvolgimento.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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