Vertice trilaterale Cipro-Grecia-Egitto: al centro la Turchia e il Mediterraneo orientale

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 19:14 in Cipro Egitto Grecia

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È iniziato a Nicosia l’ottavo vertice trilaterale tra Cipro, Grecia ed Egitto, con i leader dei tre Paesi impegnati a discutere di questioni di reciproco interesse. Le attività della Turchia nel Mediterraneo orientale, l’esito delle recenti elezioni nello Repubblica Turca di Cipro Nord (TRNC) e la riapertura della contesa spiaggia cipriota di Varosha sono stati alcuni dei temi al centro dei colloqui tra il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, il presidente di Cipro, Nikos Anastasiades, e il capo di Stato d’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi. Le delegazioni hanno iniziato la riunione alle 11.15, per proseguire con una conferenza stampa alle 12.45.

Mitsotakis ha affermato che la vittoria nella TRNC di Ersin Tatar, sostenitore di una soluzione che prevede la separazione di Cipro in due amministrazioni completamente separate, non fermerà gli sforzi greci a favore di una riunificazione dell’isola, in base a quanto previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite.

Il premier ha poi sottolineato l’importanza dell’accordo con l’Egitto sulla delimitazione dei confini marittimi e ha dichiarato che l’accordo rappresenta un buon esempio su come risolvere altre problematiche regionali. “È così che gli Stati vicini devono risolvere le loro differenze: attraverso il dialogo e alcune concessioni, necessarie per raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso”, ha affermato Mitsotakis alla presenza del presidente egiziano al-Sisi. “Voglio credere che l’accordo sia una guida per risolvere gli altri problemi nel Mediterraneo orientale”, ha aggiunto il premier greco.

L’accordo sulla demarcazione delle Zone economiche esclusive (Zee) tra Grecia ed Egitto è stato firmato il 6 agosto dai ministri degli Esteri dei due Paesi, riunitisi al Cairo. La ratifica è avvenuta qualche giorno fa, il 13 ottobre. In base a tale intesa, i due Paesi hanno designato le proprie zone economiche esclusive con il fine di consentire ad entrambi di “massimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili nell’area, in particolare le promettenti riserve di gas e petrolio”. Per Atene, l’accordo rispetta tutti i principi del Diritto internazionale e del Diritto del mare, consente di preservare relazioni di buon vicinato e contribuisce alla sicurezza e alla stabilità della regione.

Parallelamente, tuttavia, il patto si pone in contrapposizione ad un’intesa simile, stipulata il 27 novembre 2019, dalla Turchia e dal Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, presieduto dal premier Fayez al-Sarraj e rivale del comandante Khalifa Haftar, supportato invece dall’Egitto. Anche questo accordo riguarda la demarcazione delle rispettive zone economiche esclusive ma è definito da Atene e dal Cairo “illegale”, in quanto non in linea con le norme del Diritto internazionale. Per la Grecia, Ankara rappresenta “il principale fattore di instabilità” nella regione, a causa dei suoi interventi “in Libia, nell’Egeo, a Cipro, in Siria, in Iraq e, più di recente, nel Nagorno-Karabakh”.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie.

La questione del Mediterraneo orientale è poi strettamente collegata a quella della divisione di Cipro in due amministrazioni antagonista. Il territorio dell’isola è separato dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota, dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte dei nazionalisti greco-ciprioti, che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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