Uruguay: si ritirano gli ex presidenti Mujica e Sanguinetti

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 9:00 in America Latina Uruguay

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Dopo un breve ed emozionato discorso, l’ ex presidente dell’Uruguay José “Pepe” Mujica ha lasciato il suo seggio al Senato in una decisione precipitata dalla pandemia di coronavirus. Intervenendo durante la sessione straordinaria del Parlamento, Mujica ha detto che nella vita “c’è un tempo per arrivare e un tempo per andare” . A 85 anni, il presidente che ha governato tra il 2010 e il 2015 ha colto l’occasione per dedicare un messaggio ai giovani: “Riuscire nella vita non è vincere. Riuscire nella vita è alzarsi e ricominciare ogni volta che si cade” .

Con un passato da militante del movimento di guerriglia Tupamaro che lo ha portato ad essere detenuto in condizioni disumane durante la dittatura uruguaiana (1973-1985), Mujica è stato il senatore più votato alle ultime elezioni, cui ha partecipato come candidato del Movimento di partecipazione popolare, formazione che integra il Frente Amplio, la coalizione di sinistra al potere in Uruguay fino allo scorso marzo. Durante la seduta straordinaria di martedì 20 ottobre, si è dimesso anche Julio María Sanguinetti , ex presidente uruguaiano per due mandati (1985-1990 e 1995-2000), principale protagonista del ritorno del Paese alla democrazia e uomo-simbolo del Partido Colorado, formazione liberal-conservatrice al potere in Uruguay per quasi tutto il XX secolo. 

“Ho la mia giusta dose di difetti. Sono appassionato. Ma nel mio giardino non ho coltivato l’odio per decenni. Ho imparato una dura lezione che la vita mi ha dato: l’odio finisce per essere stupido perché ci fa perdere l’obiettività di fronte alle cose. L’odio è cieco, come l’amore, ma l’ amore è creatore e l’odio ci distrugge” – ha detto Mujica nel suo discorso di addio al parlamento uruguaiano, dopo aver ringraziato le parole che diversi legislatori di tutto lo spettro politico gli hanno dedicato. L’ex presidente lascia la politica attiva anche se ha chiarito che continuerà a consigliare i suoi poiché “l’ homo sapiens è un animale politico perché è un animale gregario, vive in società, non può vivere come puma in solitudine”.

“C’è un tempo per arrivare e un tempo per andare nella vita”, ha detto Mujica riguardo alle sue dimissioni dalla carica di senatore, qualcosa che aveva già anticipato mesi fa e che ha ratificato il giorno delle elezioni dipartimentali e municipali, tenutesi per ultime 27 novembre. “La pandemia mi sta consumando. Essere senatore significa parlare con la gente e andare dappertutto. La partita non si gioca negli uffici e io sono minacciato da tutte le parti, da doppie circostanze: dalla vecchiaia e da una malattia autoimmune cronica” – ha affermato.

L’ex senatore, il cui posto nella Camera alta sarà occupato da Alejandro Sánchez, ha fatto riferimento alla nuova era in cui deve vivere ed ha escluso che pensi a una successione, tra voci che puntano allo stesso Sánchez e Yamandú Orsi, sindaco di Canelones, come suoi eredi politici. “In politica non c’è successione, ci sono cause. La biologia impone cambiamenti, ma deve esserci anche un’attitudine a dare opportunità alle nuove generazioni” – ha detto Mujica prima di chiudere con una di quelle frasi che verranno ricordate a lungo. tempo: “Riuscire nella vita non è vincere, è alzarsi e ricominciare ogni volta che si cade”.

Mujica – il presidente teorico della “Felicità al potere” – è stato elogiato da tutta la classe politica durante la sessione parlamentare, anche Guillermo Domenech, senatore del partito di destra radicale Cabildo Abierto, ha detto di avere “grandi coincidenze” con Mujica. “Ho avuto la fortuna di viaggiare in molti paesi. L’Uruguay è una grande sconosciuta nel mondo. A volte si ricorda un calciatore o un successo sportivo, ma direi che anche José Mujica è ricordato allo stesso modo” – ha spiegato il senatore della destra radicale, la cui formazione integra l’attuale coalizione governativa.

La sessione straordinaria di martedì 20 ottobre ha visto anche l’addio dell’ex presidente Julio María Sanguinetti, che ha detto di avere “altri compiti” in programma per la sua vita. Sanguinetti ha affermato che “i partiti politici sono quelli che canalizzano, guidano, strutturano e articolano e questo è fondamentale, soprattutto in tempi di bolle pubblicitarie e social network” .

Il discorso dell’uomo che ha traghettato il Paese nel difficile frangente del passaggio dalla dittatura militare alla democrazia negli anni ’80 è stato accolto da un lungo applauso e da interventi di elogio da parte di alleati e avversari. “Quando parla Sanguinetti parla la storia” – ha affermato il deputato Germán Coutinho.

Nonostante Mujica e Sanguinetti abbiano percorso strade opposte nel corso della loro carriera, questo martedì gli elogi dell’uno verso l’altro si sono moltiplicati. “È un vecchio combattente, importante, che rappresenta una parte dell’opinione pubblica di questo Paese” – ha sottolineato Mujica a proposito di Sanguinetti , mentre quest’ultimo ha sottolineato che l’addio congiunto parla di “un’ora di conciliazione, un’ora di riaffermazione democratica”. La sessione ha dimostrato ancora una volta la diversità della vita politica dell’Uruguay – fortemente istituzionalizzata e poco polarizzata – rispetto alle tensioni che si vivono nel resto dell’America meridionale. Entrambi gli ex presidenti hanno salutato il Congresso con un abbraccio che è stato il simbolo di un momento storico per la vita politica uruguaiana ed ha commosso il Paese.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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