Tokyo non creerà una NATO asiatica ma si avvicina all’Indonesia

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 10:36 in Giappone Indonesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, ha incontrato il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, il 20 ottobre, a Jakarta, e, insieme, i due hanno deciso di rafforzare i legami economici e di sicurezza tra i rispettivi Paesi. Il 21 ottobre, a conclusione del suo viaggio in Indonesia e Vietnam, Suga ha affermato di non voler creare una “NATO asiatica” per contenere alcun Paese nello specifico, ma ha ribadito di opporsi a qualunque tipo di azione volta ad esacerbare le tensioni nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale.

Durante il loro incontro, Suga e  Widodo hanno stabilito di procedere con l’avanzamento delle trattative per trasferire tecnologie di difesa giapponesi in Indonesia. A tal fine, Suga e Widodo hanno stabilito che presto saranno organizzati incontri tra i ministri della Difesa e degli Esteri dei rispettivi Paesi nel cosiddetto quadro 2+2, il cui ultimo incontro risale al 2015.Tale decisione sembra riflettere le preoccupazioni determinate dalla crescente aggressività della Cina nella regione e, a tal proposito, il presidente indonesiano ha dichiarato che una stretta collaborazione tra il Giappone e l’Indonesia è estremamente importante, visto l’intensificarsi della rivalità tra “le grandi potenze mondiali”, riferendosi a Cina e USA, e ha specificato di sperare che il Mar Cinese Meridionale continui ad essere pacifico e stabile.

Dal punto di vista economico, Suga ha promesso di promuovere la cooperazione con l’Indonesia in progetti infrastrutturali, soprattutto nel settore ferroviario e portuale con particolare riferimento alla realizzazione della linea ferroviaria semi-rapida Jakarta-Surabaya e del porto di Patimban. Oltre a questo, Suga si è impegnato a garantire a Jakarta prestiti a basso interesse e a lungo termine per un valore di 450 milioni di dollari per sostenere il Paese nella ripresa post-coronavirus. Infine, i due leader hanno stabilito di creare un “corridoio di viaggio” per la ripresa dei viaggi per affari e dei tirocinanti infermieri e sanitari.

Il Giappone sta promuovendo una campagna di diversificazione della catena di approvvigionamento delle proprie aziende per ridurre la dipendenza dalla Cina, riducendo i rischi che comporta la concentrazione della produzione in un solo mercato, come ha dimostrato l’emergenza coronavirus. Dall’altro lato, l’Indonesia vede nel Giappone un partner strategico, in quanto sta cercando di attrarre quei segmenti della catena di approvvigionamento globale che si stanno spostando dalla Cina con nuove leggi, nonostante queste ultime stiano incontrando resistenza da parte della popolazione. 

Suga è stato il primo leader straniero che in seguito all’emergenza coronavirus ha visitato l’Indonesia, dopo essersi recato in Vietnam, durante il suo primo viaggio all’estero in qualità di premier, incarico assunto dallo scorso 16 settembre, in seguito alle dimissioni del suo predecessore, Shinzo Abe, rassegnate dopo otto anni alla guida del Paese, lo scorso 28 agosto, per motivi di salute. Anche Abe, nel 2012, aveva scelto l’Indonesia come prima destinazione dei suoi viaggi all’estero in qualità di primo ministro, a testimonianza dell’importanza relegata da Tokyo a Jakarta.

Secondo più diplomatici giapponesi, la visita di Suga in Vietnam e in Indonesia ha dimostrato il continuo sostegno e impegno del Giappone nei confronti dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asia (ASEAN). Tra le priorità di Suga in politica estera vi sarebbe appunto quella di solidificare il sostegno dell’ASEAN alla visione giapponese di un Indo-Pacifico libero e aperto che, a sua detta, è in linea con la visione dell’ASEAN a riguardo. Tanto il Giappone che più membri dell’ASEAN hanno, al momento, sia dispute territoriali in corso con la Cina sia profondi legami economici con Pechino e stanno cercando di bilanciare queste due dimensioni.

Il riferimento di Suga alla NATO asiatica nasce da un’accusa mossa dalla Cina e secondo la quale il cosiddetto gruppo Quad, un’alleanza formata da Stati Uniti, India, Giappone e Australia, sarebbe volto a contenere lo sviluppo della Cina creando una mini-NATO. I quattro Paesi hanno organizzato il loro ultimo incontro lo scorso 6 ottobre, quando il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, si era recato a Tokyo, dove aveva incontrato i ministri degli Esteri di India, Australia e Giappone e aveva chiesto loro una maggiore cooperazione per contrastare le crescente influenza regionale della Cina.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.