Sudan: avviata la rimozione dalla lista degli sponsor del terrorismo

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 20:39 in Sudan USA e Canada

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L’amministrazione statunitense ha avviato il processo di rimozione del Sudan dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, mentre continuano le pressioni convincere Khartoum a riconoscere Israele.

Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, spera che questo avvicinamento avverrà rapidamente, secondo quanto riferito il 21 ottobre. Il 19 ottobre, il presidente Donald Trump ha annunciato che il Sudan sarebbe stato rimosso dalla lista del terrorismo, dopo aver trasferito 355 milioni di dollari per risarcire le vittime statunitensi e le loro famiglie. Gli Stati Uniti hanno ripristinato le relazioni con il Sudan dopo la deposizione dell’ex leader Omar al-Bashir l’11 aprile 2019. Le manifestazioni che hanno portato alla sua caduta erano iniziate il 19 dicembre 2018 e avevano duramente attaccato i 30 anni di regime autoritario di al-Bashir, caratterizzato da conflitti interni, isolamento internazionale e profondi problemi economici. Il paese è a un anno dall’inizio di una transizione politica di 39 mesi in cui militari e civili condividono il potere. 

Colpita da decenni di sanzioni statunitensi e dalla cattiva gestione delle finanze pubblica sotto il governo di al-Bashir, l’economia sudanese è a rischio di caduta libera. Il tasso di inflazione annuale è superiore al 100% e la carenza di elettricità, pane, carburante e medicine è cronica. La valuta ha recentemente raggiunto un minimo record di 150 sterline sudanesi rispetto al dollaro, con un tasso ufficiale intorno a 55. Il debito estero ammonta a oltre il 190% del PIL, attualmente vicino ai 60 miliardi di dollari. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che si aspetta di vedere altri Stati arabi seguire le orme dei governi degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein. Questi ultimi hanno firmato i famosi accordi di normalizzazione con Tel Aviv il 15 settembre, durante una cerimonia svoltasi alla Casa Bianca. 

Tali intese hanno reso, rispettivamente, EAU e Bahrein il terzo e il quarto Paese arabo a riconoscere la sovranità dello Stato d’Israele. Il primo era stato l’Egitto, nel 1979, e poi la Giordania, nel 1994. A seguito della nuova intesa e della “normalizzazione” dei rapporti tra i Paesi del Golfo e Tel Aviv, migliaia di palestinesi si sono detti indignati e preoccupati dalla nuova posizione del mondo arabo, che li aveva da sempre supportati contro l’occupazione israeliana. La mossa è stata definita dai palestinesi un vero e proprio “tradimento” che indebolisce ulteriormente la posizione panaraba basata sul principio della normalizzazione dei rapporti con Israele in cambio del ritiro israeliano dal territorio occupato e dal riconoscimento della Palestina come uno Stato indipendente.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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