Siria: Israele ritorna a colpire, presa di mira una scuola

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 8:31 in Israele Siria

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Israele è stato accusato di aver lanciato un missile, nella notte tra il 20 e il 21 ottobre, contro il governatorato siriano di Quneitra, nel Sud del Paese, nel tentativo di colpire postazioni di milizie filoiraniane.

A darne notizia, fonti media siriane legate al presidente Bashar al-Assad, tra cui l’agenzia di stampa SANA, secondo cui il missile, lanciato intorno a mezzanotte dal “nemico israeliano”, ha preso di mira una scuola situata nella periferia Nord di Quneitra, e, nello specifico, nel villaggio di al-Hurriya. L’attacco, a detta dell’agenzia, ha causato soltanto danni materiali, ed è probabile che il reale obiettivo di Israele fosse il quartier generale delle milizie locali fedeli a Teheran, oltre che di gruppi affiliati ad Hezbollah. SANA ha poi riferito che, negli ultimi mesi, Israele ha perpetrato diversi attacchi contro il governatorato di Quneitra, prendendo di mira auto civili, e provocando la morte e il ferimento dei residenti nei villaggi e nelle città delle aree periferiche della provincia. Nel corso della giornata del 21 ottobre, l‘Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha riportato la presenza di vittime, tra cui 3 membri di una milizia affiliata ad Hezbollah, uno di nazionalità siriana.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Come specificato da al-Arabiya, era dal 14 settembre che non avvenivano episodi simili, attribuiti a Israele, in Siria. In tale data, un attacco aereo ha causato la morte di almeno 10 membri dei gruppi filo-iraniani stanziati a Deir Ezzor, nell’Est della Siria. Aerei, presumibilmente israeliani, miravano a colpire le postazioni di gruppi affiliati a Teheran nell’area rurale soprannominata al-Thulathat.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In tale quadro, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato più di una volta, l’ultima il 29 settembre, che il suo Paese “non esclude un attacco preventivo contro l’Iran” per impedirne lo stanziamento vicino ai confini settentrionali del Paese, in riferimento alla Siria, e soprattutto alle alture del Golan occupate o al Libano meridionale.

Teheran, a detta di Israele, starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

Tra il 20 aprile ed il 3 agosto sono stati documentati almeno 20 attentati, diretti perlopiù contro le postazioni delle milizie filo-iraniane situate a Quneitra, Daraa, Homs, Aleppo, Deir Ezzor, Hama e Damasco. A detta dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, sono state almeno 102 le vittime registrate, di nazionalità sia siriana sia non siriana, appartenenti in buona parte a gruppi legati a Teheran. Non da ultimo, sono stati riportati ingenti danni materiali presso numerose postazioni e depositi di armi e munizioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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