ONU: trasferimento del sospetto finanziatore del genocidio in Ruanda

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 21:33 in Africa Ruanda

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Un giudice delle Nazioni Unite ha ordinato che l’uomo ruandese sospettato di genocidio, Felicien Kabuga, che si trova in una prigione francese da maggio, venga inviato a un’unità di detenzione all’Aia per motivi di salute dovuti alla pandemia di coronavirus.

La decisione significa che Kabuga, 84 anni, probabilmente trascorrerà alcuni mesi all’Aia e sarà portato davanti a un giudice internazionale per una prima apparizione, nel suo caso per crimini di guerra, piuttosto che in Tanzania come previsto. I pubblici ministeri delle Nazioni Unite accusano l’ex magnate del tè e del caffè di aver finanziato e importato  enormi quantità di armi per le milizie hutu che hanno ucciso centinaia di migliaia di tutsi e hutu moderati in Ruanda nel 1994 durante un periodo di 100 giorni. Kabuga, che deve ancora comparire davanti al tribunale delle Nazioni Unite, ha respinto le accuse contro di lui che ha definito “bugie” durante le udienze per l’estradizione in Francia.

Kabuga è stato arrestato vicino a Parigi il 16 maggio dopo due decenni da latitante. Un tribunale francese ha stabilito il 30 settembre che potrebbe essere consegnato alla custodia delle Nazioni Unite ad Arusha, in Tanzania. Ma il giudice Iain Bonomy ha deciso che, date le circostanze eccezionali, è “nell’interesse della giustizia” inviare Kabuga all’Aia per il momento. L’avvocato di Kabuga, Emanuel Altit, ha affermato di essere soddisfatto della sua richiesta di portare il suo anziano cliente all’Aia invece che ad Arusha. “Per noi, il rispetto dei diritti di Felicien Kabuga è la massima priorità. Ciò include il suo trasferimento all’Aia”, ha riferito.

Kabuga appartiene all’etnia Hutu che insieme ai Tutsi rappresentano i due principali gruppi etnici del Ruanda e le cui relazioni sono state sempre tese, fino allo sfociare in una guerra civile nel 1990 che si protrasse fino al 1993. Tra il 7 aprile e il 15 luglio del 1994, alcune milizie armate uccisero circa 800.000 persone tra i Tutsi e gli Hutu moderati. Kabuga al tempo era un uomo d’affari ed è stato accusato di aver finanziato i gruppi armati che compirono tale genocidio. In particolare, sono attribuiti all’uomo l’acquisto di grandi quantità di macheti, zappe e altri attrezzi agricoli utilizzati come armi durante il genocidio.

Inoltre, risulta che l’uomo fosse uno dei proprietari di Radio Television Milles Collines, emittente da cui è stato ordinato agli Hutu di uccidere i Tutsi. In Ruanda sono stati innumerevoli i conflitti  tra la tribù degli Hutu e quella dei Tutsi. Nel 1959, quando il Belgio cedette il controllo del Paese ai primi si verificò un grave scontro etnico, a seguito del quale iniziò un lungo periodo di segregazione e massacri nei confronti dei Tutsi e degli Hutu moderati. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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