Afghanistan: scontri tra talebani e forze di sicurezza a Takhar

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 19:32 in Afghanistan Asia

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Quasi 50 membri delle forze di sicurezza della provincia Nord-orientale di Takhar sono stati uccisi in una serie di scontri violenti con i talebani, la notte tra il 20 e il 21 ottobre. 

La notizia è stata riferita Amir Mohammad Khaksar, un parlamentare di Takhar citato dal quotidiano locale Tolo News. Questo ha poi aggiunto che il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare. I combattimenti sono iniziati con attacchi talebani contro le forze di sicurezza nel villaggio Masjid-e-Safid del distretto di Baharak, situato a circa 15 chilometri dalla capitale provinciale, Taloqan. “Anche i talebani hanno subito pesanti perdite negli scontri, ma non abbiamo informazioni precise al riguardo”, ha dichiarato il parlamentare.

I parenti dei membri delle forze di sicurezza uccisi nei combattimenti si sono radunati in un ospedale di Taloqan, per ricevere i corpi dei loro familiari. Almeno 20 dei deceduti erano parte delle forze speciali e gli altri 17 erano nella polizia. Uno dei sopravvissuti all’attacco ha dichiarato che “gli scontri sono durati diverse ore e durante questo periodo abbiamo chiesto più volte l’invio di rinforzi ma non ne abbiamo ricevuti”. Tra i morti c’è anche il vice capo della polizia locale. Le ultime violenze arrivano mentre a Doha, in Qatar, sono in corso una serie di sforzi diplomatici tra il governo afghano e i talebani.

I colloqui di pace sono ancora alle loro fasi preliminari, in cui devono essere decise le regole procedurali da seguire. I membri dei cosiddetti “gruppi di contatto” di entrambe le parti si sono incontrati nuovamente la sera del 19 ottobre e hanno discusso i due punti su cui non riescono a trovare un accordo e che impediscono di cominciare a concordare l’ordine del giorno, prima di avviare i veri e propri colloqui di pace. Tuttavia, anche la sera del 19 ottobre, non è stata trovata una soluzione ai disaccordi, poiché entrambe le parti hanno deciso di continuare la discussione. L’unico cambiamento effettuato è che i “gruppi di contatto” saranno ridotte a 3 membri ciascuna. In precedenza, la squadra governativa aveva 7 membri e i talebani 5.

L’apertura di un dialogo intra-afghano, inaugurata il 12 settembre, è stata resa possibile da un accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato lo scorso 29 febbraio, anche questi a Doha. In base a tale intesa, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan da 13.000 a 8.600 entro i primi 135 giorni successivi alla firma dell’accordo e a concludere il loro ritiro totale entro 14 mesi dalla stessa data. Oltre a questo, nella stessa occasione, gli USA avevano negoziato con i talebani anche il rilascio di 5.000 prigionieri loro affiliati dalle carceri afgane, posta come condizione preliminare per la partecipazione del gruppo ai colloqui di pace con il governo di Kabul. Nonostante i progressi diplomatici, tuttavia, le violenze nel Paese non si sono mai fermate. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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