5G: Pressioni USA sul Brasile per tenere fuori Huawei

Pubblicato il 21 ottobre 2020 alle 8:40 in Brasile USA e Canada

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Martedì 20 ottobre il governo degli Stati Uniti ha intensificato gli sforzi per tenere la società cinese Huawei fuori dal mercato 5G in Brasile. Nello specifico, Washington si è offerta di finanziare l’acquisto di apparecchiature USA da parte delle società di telecomunicazioni brasiliane.

Durante una visita a Brasilia, i funzionari della International Development Finance Corporation (DFC) degli Stati Uniti, della banca americana EXIM e del Consiglio di sicurezza nazionale hanno parlato con i giornalisti locali dei fondi disponibili per acquistare attrezzature da altre società.

La delegazione statunitense era guidata dal consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brien, che ha incontrato il presidente Jair Bolsonaro lunedì 19 ottobre. I due hanno poi assistito alla firma di un contratto di finanziamento bancario EXIM che individua le aree di cooperazione commerciale tra Washington e Brasilia, incluse le telecomunicazioni 5G.

A Washington, alti funzionari statunitensi hanno esortato il Brasile a monitorare attentamente gli investimenti cinesi nel Paese e le azioni di Pechino per espandere la propria influenza nella più grande economia dell’America Latina, in particolare attraverso la vendita della tecnologia 5G da parte di Huawei.

Il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Robert Lighthizer ha affermato che gli accordi commerciali raggiunti con il Brasile lunedì 19 ottobre apriranno la strada a futuri negoziati su acciaio, etanolo e zucchero e promuoveranno maggiori investimenti dagli Stati Uniti come Washington si muove per fornire un contrappeso all’espansione della Cina nella regione. La Cina è il principale partner commerciale del Brasile dal 2009, con un volume commerciale che ha superato i 100 miliardi di dollari nel 2018. Gli USA sono il secondo partner di Brasilia, con poco meno di 60 miliardi di dollari di scambi.

“Direi chiaramente che c’è un elemento cinese in tutto ciò che facciamo” – ha detto Lighthizer in un evento organizzato dalla Camera di Commercio degli Stati Uniti. “La Cina ha fatto una mossa molto significativa in Brasile. Sono il più grande partner commerciale del Brasile, quindi è qualcosa che ci riguarda” – ha affermato.

 Il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow ha affermato poi che Washington aveva esortato Bolsonaro e altri funzionari brasiliani a tenere d’occhio gli investimenti e le tecnologie avanzate della Cina, come aveva fatto Washington. “Abbiamo incoraggiato il Brasile a cercare di lavorare insieme per assicurarci di monitorare attentamente la Cina per quanto riguarda tutti i tipi di tecnologia, telefonia e 5G ”  – ha detto Kudlow in occasione della conferenza stampa seguita all’incontro alla Camera di Commercio degli Stati Uniti.

“Abbiamo preso provvedimenti qui negli Stati Uniti; Continuiamo ad avanzare e ho una grande speranza che il Brasile si muova con noi” – ha aggiunto. “Ci auguriamo che anche il Brasile mantenga un occhio attento e critico sugli investimenti cinesi”.

Le dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo un rapporto dell’agenzia Bloomberg, secondo cui Bolsonaro sta valutando la possibilità di vietare al colosso tecnologico cinese di partecipare alla fornitura di componenti per costruire la futura rete 5G del Paese.

Secondo le dichiarazioni di un esponente del gabinetto del presidente brasiliano alla catena Bloomberg, Brasilia vede la Cina come una minaccia globale alla privacy e alla sovranità dei dati. La fonte ha chiarito che, tuttavia, non è stata ancora presa una decisione definitiva.

Washington ritiene che Huawei consegnerebbe i dati al governo cinese per lo spionaggio, un’affermazione che Huawei nega.

Il Brasile prevede di mettere all’asta le frequenze 5G l’anno prossimo alle società di telecomunicazioni che operano in Brasile, molte delle quali stanno già acquistando tecnologie e strumentazioni da Huawei e vorrebbero continuare a farlo per le loro reti 5G perché le apparecchiature cinesi sono più economiche rispetto a quelle statunitensi.

 

La posizione di Brasilia non è semplice. Le tecnologie cinesi costano meno e Pechino è la principale destinazione dell’export brasiliano. Se la bilancia commerciale con Washington è in deficit per via delle sanzioni all’acciaio e all’alluminio brasiliani, che nonostante le promesse fatte a Bolsonaro Trump non ha ancora eliminato, la bilancia commerciale con la Cina è nettamente favorevole al Brasile. Il gigante sudamericano vende a Pechino beni per oltre 65 miliardi di dollari, e ne acquista per meno di 40 miliardi. Azioni considerate “ostili” da parte del governo brasiliano spingerebbero la Cina a dirottare i suoi acquisti nei mercati vicini, Argentina in testa.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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