USA favorevoli all’estensione del New START

Pubblicato il 20 ottobre 2020 alle 20:37 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno accolto con favore la proposta della Russia di estendere il patto sul controllo del nucleare, noto come New START, il 20 ottobre.

La svolta arriva dopo mesi di colloqui e sembrava ridurre il divario tra le parti sul destino dell’accordo, che scadrà a febbraio del 2021. Gli Stati Uniti hanno già rifiutato un’offerta russa di prorogare incondizionatamente il patto per un anno, affermando che qualsiasi proposta che non preveda il congelamento di tutte le testate nucleari – sia strategiche che tattiche – non era accettabile. Tuttavia, una dichiarazione pubblicata il 20 ottobre dal Ministero degli Esteri russo ha suggerito che le posizioni dei due Paesi si erano avvicinate.

La Russia ha quindi proposto di estendere il New START di un anno ed è pronta, insieme agli USA, a prendere un impegno politico per ‘congelare’ il numero di testate nucleari detenute dalle parti per questo periodo. La portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Morgan Ortagus, ha accolto con favore l’offerta russa, affermando in una dichiarazione che Washington ha apprezzato la “disponibilità della Russia a fare progressi sulla questione del controllo degli armamenti nucleari”. Gli Stati Uniti sono quindi pronti a incontrarsi per finalizzare un accordo verificabile. “Ci aspettiamo che la Russia autorizzi i suoi diplomatici a fare lo stesso “, ha riferito la portavoce.

Una delle problematiche da risolvere, a tale proposito, è quella relativa a come verificare che l’altra parte sta rispettando il congelamento degli armamenti nucleari. La mancata estensione del patto eliminerebbe il pilastro principale che mantiene l’equilibrio nucleare tra Mosca e Washington, aggiungendo un altro elemento di tensione ai loro rapporti. Il New Strategic Arms Reduction Treaty (New START), siglato a Praga l’8 aprile 2010, scadrà il prossimo 5 febbraio 2021. Una delle questioni discusse è la pressione degli Stati Uniti perchè anche la Cina sia inclusa nell’intesa.

Il 14 maggio, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aveva dichiarato di ritenere la partecipazione cinese al meccanismo bilaterale tra Russia e USA totalmente forzata, affermando che gli schemi multilaterali per rafforzare la sicurezza e la stabilità internazionali debbano essere implementati volontariamente e tenendo conto degli interessi e delle preoccupazioni di tutti i partecipanti. L’8 giugno, durante un’intervista televisiva, il vice ministro degli Esteri russo ha affermato che l’amministrazione Trump sta cercando di coinvolgere Pechino ogni qualvolta si discutano temi internazionali, al punto che la ha accusata di essere “ossessionata con la Cina”.

Da parte sua, Pechino ha dimostrato di non essere interessata a partecipare a tali negoziati. Il 15 maggio scorso, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva comunicato che la RPC non ha intenzione di istituire un dialogo trilaterale sul controllo delle armi nucleari e aveva aggiunto che Mosca e Washington, detenendo i più grandi arsenali al mondo, hanno la responsabilità di ridurli e di creare così le condizioni di accesso ai negoziati per altri Paesi. Tuttavia, si stima che la RPC abbia il terzo arsenale nucleare al mondo e che possieda circa 300 armi di tale genere.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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