Proteste in Pakistan: cosa sta accadendo

Pubblicato il 20 ottobre 2020 alle 8:09 in Asia Pakistan

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Decine di migliaia di manifestanti sono scesi nelle strade del Pakistan dallo scorso 16 ottobre, chiedendo le dimissioni del primo ministro del Paese, Imran Khan. Oltre ad essere ritenuto responsabile della crisi economica in cui versa il Pakistan, Khan è stato accusato di essere stato messo al potere dall’Esercito in seguito alle elezioni del 2018, che sarebbero state falsate in suo favore.

Il movimento di protesta è stato lanciato da nove partiti dell’opposizione, che, dal mese scorso, si sono riuniti nel cosiddetto Movimento democratico per il Pakistan (PDM) e che, per far presa sulla popolazione, hanno fatto leva soprattutto sullo scontento per la gestione da parte di Kahn dell’economia, che già versava in condizioni critiche prima della pandemia di coronavirus. Il Pakistan sta affrontando gravi problemi legati all’inflazione e alla recessione economica, delle quali è stato accusato l’attuale governo che, da parte sua, sostiene, che tali circostanze siano state provocate dal coronavirus. Oltre a questo, sotto la guida del premier Khan, il Pakistan avrebbe assistito ad una crescente censura dei media e alla repressione del dissenso, dei critici e dell’opposizione.

L’ultima manifestazione del PDM risale a domenica 18 ottobre, quando decine di migliaia di manifestanti si sono riuniti nella città di Karachi, la più popolosa del Paese, nella provincia di Sindh. In tale occasione, la figlia dell’ex-primo ministro pakistano, Nawaz Sharif, Maryam Nawaz, ha accusato Khan di aver privato la popolazione di cibo e lavoro. A farle eco vi è stato Bilawal Bhutto Zardari, figlio della ex-premier, Benazir Bhutto, e segretario del Partito Popolare Pakistan che governa la città di Karachi, il quale ha affermato: “C’è la fame nelle case dei nostri contadini e la nostra gioventù è delusa”.

Il 16 ottobre, invece, l’opposizione aveva organizzato un raduno nella città di Gujranwala, nella provincia orientale del Punjab, una delle roccaforti della Lega musulmana del Pakistan, con a capo Sharif. In tale occasione, quest’ultimo si è collegato via video con la folla da Londra, dove si trova per ragioni di salute, e ha accusato il capo dell’Esercito, il generale Qamar Javed Bajwa, e il capo dell’Inter-Services Intelligence (ISI), il luogotenente  generale Faiz Hameed, di aver truccato le elezioni del 2018 e di aver organizzato la sua dipartita dal governo nel 2017, presentando false accuse di corruzione, concepite appositamente per estrometterlo. L’Esercito ha negato di aver interferito in questioni politiche ma non ha ancora risposto alle ultime accuse si Sharif. Al contrario, il premier Khan, il 17 ottobre, ha difeso l’Esercito e ha minacciato una nuova stretta sui leader dell’opposizione, ribadendo di non essere stato aiutato a vincere le elezioni.

In Pakistan, è attivo un mandato d’arresto per Sharif in base al quale l’uomo dovrebbe tornare nel proprio Paese e presentarsi davanti ad un tribunale. Le accuse a suo carico citano anche il crimine di sedizione per aver criticato l’Esercito per il suo presunto ruolo nella politica pakistana.

Il 19 ottobre, invece, il marito di Maryam Nawaz, è stato arrestato dalla polizia dopo che il partito del premier Khan, il Pakistan Tehreek-e-Insaaf (PTI), ha denunciato l’uomo per aver declamato, il giorno prima, slogan politici di fronte al mausoleo del fondatore del Paese, Muhammad Ali Jinnah, un atto ritenuto illegale. L’annuncio del suo arresto è stato dato dalla moglie su Twitter e, più tardi, il portavoce il governo della provincia del Sindh ha dichiarato che la polizia non ha agito su suo ordine.  Nel corso della giornata, l’uomo è stato poi rilasciato su cauzione.

Le proteste in corso potrebbero determinare un periodo di scombussolamento politico significativo per il Pakistan in quanto stanno sfidando sia il governo sia l’Esercito. Quest’ultima istituzione, sotto la leadership di Khan ha assunto un ruolo centrale nell’esecutivo, dove ufficiali dell’Esercito in servizio o in pensione ricoprono posizioni di rilievo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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