Nigeria: continuano le proteste, coprifuoco a Lagos

Pubblicato il 20 ottobre 2020 alle 20:19 in Africa Nigeria

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Un coprifuoco di 24 ore è entrato in vigore nella più grande città della Nigeria, Lagos, dopo quasi due settimane di manifestazioni contro la violenza della polizia.

La decisione, annunciata il 20 ottobre, è arrivata quando il capo della polizia nigeriana ha ordinato l’immediato dispiegamento a livello nazionale di forze antisommossa, a seguito dell’aumento degli attacchi alle strutture di polizia. Decine di migliaia di persone sono scese in piazza ogni giorno per quasi due settimane in tutta la Nigeria per chiedere una riforma delle forze di sicurezza, oltre a radicali riforme nel Paese. Amnesty International afferma che almeno 15 persone sono state uccise dall’inizio delle manifestazioni.

Dichiarando il coprifuoco a Lagos, una città che ospita circa 20 milioni di persone, il governatore Babajide Sanwo-Olu ha affermato che individui violenti hanno dirottato il movimento di protesta “per scatenare il caos”. Nessuno, tranne i fornitori di servizi essenziali e i primi soccorritori, deve essere trovato per le strade dalle 16:00 ora locale. “Non staremo a guardare e non permetteremo l’anarchia nel nostro caro Stato”, ha aggiunto il governatore, affermando che le proteste sono “degenerate in un mostro”. Il portavoce del governatore, Gboyega Akosile, ha affermato che il coprifuoco non terminerà il 21 ottobre. “Un coprifuoco di 24 ore significa tutto il giorno, giorno e notte. È indefinito. Nessuno si muove fino a quando non lo revochiamo”, ha dichiarato. 

Le proteste sono iniziate il 9 ottobre nella capitale nigeriana, Abuja, dopo che è stato pubblicato un video in cui i membri della squadra speciale anti-rapina, nota come Special Anti-Robbery Squad (SARS), hanno sparato a sangue freddo contro un uomo, uccidendolo, nella regione del Delta del fiume Niger. Dopo lo scandalo, il governo si è impegnato a sciogliere l’unità della polizia, che è stata smantellata l’11 ottobre. Tuttavia, il 13 ottobre ha affermato che sarà creata una nuova unità di sicurezza, dotata di armi e tattiche speciali, per “colmare il vuoto” lasciato dalla SARS. Lo stesso giorno, l’esecutivo ha anche rassicurato i cittadini sul fatto che nessun agente utilizzerà la violenza contro i manifestanti. Prima di tale data, alcuni elementi delle forze di sicurezza hanno però represso le proteste con percosse e tramite l’utilizzo di gas lacrimogeni e armi da fuoco, secondo Amnesty International. 

I manifestanti hanno protestato contro l’intenzione del governo di creare una nuova unità di polizia, temendo che la nuova squadra sarà semplicemente una versione rinominata della SARS. Il 14 ottobre, quindi, centinaia di persone si sono radunate ad Abuja, e nella megalopoli Lagos, per continuare a protestare. Il governatore dello Stato di Lagos, Babajide Sanwo-Olu, ha esortato i manifestanti a smettere con le rimostranze, affermando che le iniziative dei giorni precedenti avevano causato un’interruzione generale delle attività lavorative, che ancora erano in ripresa a causa delle restrizioni dovute alla pandemia del nuovo coronavirus.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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