Coronavirus: il Giappone riapre alla Cina e subisce attacchi hacker

Pubblicato il 20 ottobre 2020 alle 10:11 in Cina Giappone

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Fonti interne al governo giapponese hanno rivelato, il 20 ottobre, che la Cina e il Giappone sono prossime a siglare un’intesa per la ripresa dei viaggi a breve e lungo termine per affari, entro la fine del mese di ottobre. Il giorno precedente, invece, sono stati denunciati cyber-attacchi, probabilmente cinesi a istituti di ricerca giapponesi che stanno sviluppando vaccini.

Da un lato, il segretario del governo, Katsunobu Kato, ha affermato che il Giappone e la Cina sono vicini importanti l’uno per l’atro i quali, prima della diffusione del coronavirus, avevano assistito ad un grande numero di visite reciproche. Alla luce di ciò, per Kato, è di vitale importanza che gli scambi economici tra le parti ritornino sul percorso della ripresa attraverso il rilancio dei viaggi. Secondo prime indiscrezioni, l’accordo che Tokyo e Pechino si accingono a siglare, i viaggi brevi per affari non prevedranno i 14 giorni di isolamento all’arrivo nei rispettivi Paesi ma ai viaggiatori sarà chiesto di fornire l’itinerario di viaggio e documenti che attestino la negatività al coronavirus. Per quanto riguarda gli espatriati, gli studenti e altri viaggiatori a lungo termine, invece, resteranno invece in vigore i 14 giorni di isolamento.

La Cina e il Giappone stanno cercando di trovare stimoli per le rispettive economie alla luce delle difficoltà determinate dalla pandemia di coronavirus. Nel 2019, i due Paesi, che sono stati rispettivamente la seconda e la terza economie mondiali, hanno visto un totale di 9,59 milioni persone che dalla Cina hanno viaggiato verso il Giappone e, del totale, 370.000 si sono spostati per affari, determinando in entrambi casi il maggior numero di viaggi registrati da un singolo Paese o regione dal Giappone. I negoziati per la ripresa dei viaggi sono in corso dal mese di luglio e stanno considerando di allentare le misure alla luce del rallentamento dei contagi in entrambi i Paesi. Durante la prima telefonata di Stato tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, in carica dallo scorso 16 settembre,  i due leader avevano ribadito l’importanza della ripresa dei viaggi per affari. Al momento, il Giappone, che aveva chiuso i propri confini dal mese di febbraio, sta implementando misure di parziale riapertura per rilanciare l’economia e ha già adottato misure speciali per i viaggi d’affari di breve termine con Singapore, Corea del Sud e Vietnam.

Dall’altro lato, il 19 ottobre, secondo un’azienda di sicurezza statunitense, la CrowdStrike, dallo scorso mese di aprile, più istituti di ricerca giapponesi che stanno sviluppando vaccini per il coronavirus avrebbero subito cyber-attacchi provenienti presumibilmente dalla Cina. Se confermati, si tratterebbe del primo caso in cui simili attacchi hanno coinvolto il Giappone.

Il National Center of Incident Readiness and Strategy for Cybersecurity del Giappone ha immediatamente avvisato le compagnie farmaceutiche del Paese e le istituzioni di ricerca affinché innalzino i livelli di allerta contro simili tentativi di furto di informazioni riservate. Secondo l’azienda statunitense, i cyber-attacchi proverrebbero da gruppi di hacker con sede in Cina considerando le tecniche adottate.  Il direttore responsabile per l’area Asia-Pacifico del CrowdStrike, Scott Jarkoff, ha sottolineato che i tentativi di spionaggio sostenuti dai governi sono notevolmente aumentati, con l’obiettivo di sviluppare vaccini contro il coronavirus prima di altri Paesi.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) alla fine di settembre sarebbero stati circa 190 i progetti in corso per lo sviluppo dei vaccini, molti dei quali si troverebbero, ad oggi, nell’ultima fase di sperimentazione clinica. In Giappone, i progetti di ricerca per un  vaccino sono finanziati dalla Agency for Medical Research and Development (AMED) che starebbe sostenendo il lavoro su circa 20 progetti, portati avanti sia da università sia da istituti privati.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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