Afghanistan: tre attacchi in due giorni

Pubblicato il 20 ottobre 2020 alle 12:25 in Afghanistan Asia

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Almeno 5 civili sono morti a causa delle esplosioni di due ordigni sul ciglio della strada, nel distretto di Jalrez, nella provincia centrale di Vardak, la mattina del 20 ottobre. Il giorno prima, nella vicina provincia di Logar, un governatore distrettuale è stato ucciso da un gruppo di uomini armati in un’imboscata. 

Gli ordigni a Vardak hanno colpito due veicoli: un autobus e un auto privata, entrambi che trasportavano civili. Una dichiarazione dell’ufficio del governatore afferma che altre 9 persone sono rimaste ferite, di cui 5 sono donne e altri 4 sono bambini. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità di aver piazzato gli ordigni. Inoltre, i media locali riferiscono che il villaggio di Kota Ashro, nel distretto di Jalrez, è stato instabile negli ultimi sette giorni, dopo che il 13 ottobre un’esplosione di un’autobomba ha colpito un avamposto delle forze di sicurezza nell’area, ferendo membri del personale di sicurezza. Le forze di sicurezza dell’avamposto sono state sotto assedio per quasi cinque giorni. Un’operazione mirata, il 19 ottobre, ha liberato le forze assediate del villaggio, secondo una dichiarazione del Ministero della Difesa di Kabul.

Tuttavia, lo stesso 19 ottobre, il governatore distrettuale Abdul Hai Zazai, proveniente dalla provincia di Khost, è stato ucciso da un gruppo di uomini armati, mentre transitava nella provincia centrale di Logar. L’assalto è avvenuto mentre Zazai era in viaggio per Kabul. Una delle sue guardie del corpo è morta e altre due sono rimaste ferite nell’attacco, che è stato effettuato da un gruppo di uomini armati non identificati. Anche in questo caso, nessuno ha rivendicato la responsabilità dell’assalto. Il governatore distrettuale aveva 34 anni ed era il più giovane a prestare servizio nell’Afghanistan orientale. Aveva iniziato nel distretto di Guzbuz della provincia di Khost quando aveva 29 anni. Zazai, originario del distretto di Zazi Maidan, dove era attualmente governatore, aveva una laurea in legge islamica. Suo padre, che aveva prestato servizio nelle file della polizia nazionale afghana, è morto in un attacco suicida a Khost.

Queste ultime violenze arrivano mentre a Doha, in Qatar, sono in corso una serie di sforzi diplomatici tra il governo afghano e i talebani. I colloqui di pace sono ancora alle loro fasi preliminari, in cui devono essere decise le regole procedurali da seguire. I membri dei cosiddetti “gruppi di contatto” di entrambe le parti si sono incontrati nuovamente la sera del 19 ottobre e hanno discusso i due punti su cui non riescono a trovare un accordo e che impediscono di cominciare a concordare l’ordine del giorno, prima di avviare i veri e propri colloqui di pace. Tuttavia, anche la sera del 19 ottobre, non è stata trovata una soluzione ai disaccordi, poiché entrambe le parti hanno deciso di continuare la discussione. L’unico cambiamento effettuato è che i “gruppi di contatto” saranno ridotte a 3 membri ciascuna. In precedenza, la squadra governativa aveva 7 membri e i talebani 5.

Le regole procedurali per i negoziati sono formate da oltre 20 articoli e le parti si sono accordate su 18 di questi, ma sono bloccate su due regole nello specifico: la giurisprudenza religiosa alla base dei colloqui e il riconoscimento dell’accordo USA-talebani come punto di partenza per i colloqui di pace. Per quanto riguarda il primo punto, è importante specificare che i musulmani sunniti sono divisi in quattro scuole di giurisprudenza: quella Hanafi, Maliki, Shafi’i, Hanbali. I talebani insistono per l’utilizzo della giurisprudenza Hanafi, la prima scuola giuridica dell’Islam sunnita, che però predilige un’interpretazione deduttiva della legge e può essere quindi più liberale rispetto ad altre scuole. I rappresentanti del governo di Kabul, invece, chiedono di non imporre una scuola giuridica islamica, affermando che il rispetto del Corano e gli Hadith saranno alla base dei colloqui.

Ad oggi, l’Afghanistan subisce fortemente le divisioni derivanti dalla sua travagliata storia. A seguito della fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto numerosi sconvolgimenti. Nel 1996 i talebani avevano guadagnato il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, accusato di essere la base logistica dalla quale Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti e dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. 

 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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