Pashinyan a Washington e Parigi: sostenete sforzi della Russia per la tregua in Nagorno-Karabakh

Pubblicato il 19 ottobre 2020 alle 5:53 in Armenia Azerbaigian Russia

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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ritiene che Stati Uniti e Francia dovrebbero sostenere la Russia nei suoi sforzi per stabilizzare la situazione nel Nagorno-Karabakh.

Rispondendo alle domande della televisione svizzera RTS sul ruolo della Federazione russa e se vorrebbe più sostegno da parte di Mosca, il capo del governo armeno ha risposto: “Siamo in costante consultazione con i nostri partner russi, anche nel quadro del Trattato di sicurezza collettiva. Se la situazione si deteriorasse, la Russia e l’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva adempiranno ai loro obblighi nei confronti dell’Armenia”.

“Tuttavia, penso che la Russia sia chiamata a svolgere un ruolo più significativo, incluso il ripristino della stabilità e della pace nella regione del Nagorno-Karabakh, in qualità di copresidente del Gruppo di Minsk dell’OSCE. Sottolineo che poiché la Russia è il copresidente più vicino alla nostra regione, gli altri due copresidenti lo sono La Francia e gli Stati Uniti deovrebbero sostenere la Russia nei suoi sforzi per stabilizzare la regione” – ha continuato Pashinyan.

Il capo del governo di Erevan ha descritto la situazione umanitaria nel Nagorno-Karabakh come “più che grave”. Secondo il primo ministro, il cessate il fuoco “non è nemmeno entrato in funzione”, “perché proprio nel momento in cui avrebbe dovuto entrare in vigore, l’Azerbaigian ha lanciato nuovi attacchi”.

Come ha sottolineato il capo del Consiglio dei ministri, “per quanto riguarda il compromesso, l’Armenia è sempre stata pronta”, ma “le concessioni dovrebbero essere fatte da entrambe le parti”. A suo avviso, “l’Azerbaigian non è mai stato pronto per un compromesso” e al momento “è ancora meno incline a farlo”, poiché “è la Turchia che controlla il processo”. Dal punto di vista di Pashinyan, “ciò che sta accadendo è una conseguenza delle politiche espansionistiche e imperialiste della Turchia” e “gli armeni nel Caucaso meridionale sono l’ultimo ostacolo nel cammino di Ankara verso est e sud-est”. Pashinyan ha inoltre richiamato l’attenzione sulla partecipazione dei mercenari siriani alle ostilità dalla parte dell’Azerbaigian, citando i video pubblicati su Internet. “I terroristi siriani hanno filmato questi video da soli” – ha detto il capo del governo armeno.

La comunità mondiale, secondo lui, dovrebbe riconoscere senza ambiguità “il fatto dell’attacco azero contro l’Armenia” e condannare il trasporto di mercenari libici e siriani in Azerbaigian da parte della Turchia.

Secondo un’inchiesta pubblicata dal Wall Street Journal, un siriano che partecipa al trasferimento dei mercenari dal Medio Oriente verso il Caucaso meridionale afferma che i ribelli sono stati inviati in Nagorno Karabakh da metà settembre in gruppi di 100 persone. Questo dimostrerebbe che l’Azerbaigian programmava l’attacco e che questo non è risultato di incidenti lungo la linea di confine che hanno avuto luogo la stessa domenica 27 settembre, come sostengono le autorità di Baku. Un’altra fonte ha riferito al quotidiano newyorchese che centinaia di combattenti sono già stati schierati in quel territorio, ma anche che alcune decine di loro sono già tornati in Siria a causa degli aspri combattimenti nella zona di conflitto. I mercenari sarebbero pagati 2000 dollari.

Armeni e azeri si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato dai tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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