Cipro Nord: Ersin Tatar, il protetto di Erdogan, è il nuovo presidente

Pubblicato il 19 ottobre 2020 alle 12:01 in Cipro Europa

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Nella Repubblica Turca di Cipro Nord (TRNC), Ersin Tatar, leader nazionalista di destra ed ex premier turco-cipriota, è stato eletto presidente dopo essere risultato vincitore al ballottaggio di domenica 18 ottobre. Con il 51,74% dei voti, Tatar, appoggiato dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha prevalso sul rivale, Mustafa Akinci, presidente uscente che, secondo i dati ufficiali, ha ottenuto il 48,26% dei consensi.

In un discorso ai suoi sostenitori subito dopo la vittoria, Tatar ha ringraziato Erdogan e ha detto ai suoi concittadini: “Ci meritiamo la nostra sovranità, siamo la voce dei turco-ciprioti. Stiamo combattendo per esistere all’interno della Repubblica turca di Cipro Nord, quindi i nostri vicini del Sud e la comunità mondiale dovrebbero rispettare la nostra lotta per la libertà, perché ce lo meritiamo”. La TRNC è riconosciuta come uno Stato indipendente soltanto dalla Turchia, gli altri Paesi la considerano parte di Cipro. Il governo di Nicosia, riconosciuto a livello internazionale, ha sede nel Sud dell’isola, a maggioranza greco-cipriota, ed è membro dell’Unione Europea.

L’ex presidente Akinci, 72 anni, sosteneva gli sforzi, promossi dalle Nazioni Unite, per una riunificazione dell’isola sotto la denominazione di “federazione bi-zonale e bi-comunitaria”, dopo la conclusione positiva dei negoziati tra le parti. Il 60enne Tatar, al contrario, si è dichiarato a favore dell’esistenza di amministrazioni sovrane separate. Quest’ultimo era risultato vincitore anche al primo turno di elezioni, l’11 ottobre, riuscendo a raccogliere il 32,45% dei consensi, contro il 29,76% di Akinci. L’affluenza alle urne, tuttavia, era stata particolarmente bassa (solo il 55% degli aventi diritto si era recato a votare al primo turno) e il fatto che nessuno dei due candidati fosse riuscito ad ottenere più del 50% dei voti aveva portato all’obbligo di un ballottaggio.

Un primo test per il nuovo vincitore sarà l’incontro con i greco-ciprioti e i garanti di Cipro, ovvero Grecia, Turchia e Gran Bretagna, che il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, convocherà presto. L’obiettivo sarà capire se c’è abbastanza terreno comune per riavviare i negoziati di pace, momentaneamente dormienti, tra l’amministrazione turco-cipriota e quella greco-cipriota dell’isola. Quasi 50 anni di tentativi di riunificazione all’interno di un quadro federale, supportati dalle Nazioni Uniti, non hanno portato finora ad alcun risultato.

“Ci sarà una divisione, una polarizzazione nella società tra coloro che hanno sostenuto una soluzione federale e coloro che stanno dicendo che non dovremmo perdere tempo con soluzioni federali, ma dovremmo cercare soluzioni alternative”, ha dichiarato Ahmet Sozen, presidente del dipartimento di Scienze politiche e Relazioni internazionali dell’Università del Mediterraneo orientale, commentando i risultati delle elezioni.

Cipro è da anni motivo di forte tensione tra Grecia e Turchia. Il territorio dell’isola risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota, dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte dei nazionalisti greco-ciprioti, che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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