Aumenta la rilevanza del Montenegro lungo la rotta balcanica

Pubblicato il 19 ottobre 2020 alle 21:22 in Balcani Immigrazione

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La Guardia Costiera del Montenegro ha intercettato 52 migranti turchi diretti in Italia, il 17 ottobre. Pochi giorni prima, Frontex aveva annunciato un rafforzamento della  sua presenza nel Paese. 

I 52 migranti “con cittadinanza turca” sono stati intercettati dalla guardia costiera montenegrina mentre erano a bordo di uno yacht che batteva bandiera croata ed era guidato da un equipaggio serbo. Sono stati fermati mentre si trovavano in acque internazionali, “vicino alla costa montenegrina”. Dopo essere stati bloccati, i migranti a bordo sono stati portati al porto della città di Herceg Novi, in Montenegro, dove la polizia ha avviato un’indagine. Secondo i media, si tratta di persone dotate di risorse economiche consistenti, che cercavano di evitare di percorrere l’intera lunghezza della “rotta balcanica” navigando direttamente in Italia. Nel 2017, l’agenzia europea Europol ha stimato che una tratta del genere può costare circa 6.000 euro a persona.

Fino ad ora il Montenegro è stato meno interessato di altri Paesi dal passaggio di migranti lungo la cosiddetta “rotta balcanica”, che molte persone in fuga utilizzano per raggiungere i Paesi più ricchi dell’Europa occidentale. Tuttavia, il 14 ottobre le autorità montenegrine e Frontex hanno annunciato che avrebbero rafforzato i controlli alle frontiere per scongiurare un aumento della criminalità transfrontaliera, citando nello specifico il fenomeno del traffico di migranti e del traffico di esseri umani. Oltre ad aiutare a pattugliare le frontiere marittime, l’agenzia europea “dispiegherà più ufficiali e mezzi aerei”. Frontex ha confermato che lavorerà “in cooperazione con i funzionari nazionali”. “Il Montenegro è un partner essenziale per l’Unione Europea e per Frontex nella regione. Per questo abbiamo deciso di rafforzare la nostra presenza nel Paese su richiesta delle autorità montenegrine e avviare la seconda operazione, questa volta al confine marittimo del Paese”, ha dichiarato il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, in un comunicato stampa. 

Intanto, la Commissione Europea ha lanciato una nuova proposta per superare il sistema di Dublino e garantire una ridistribuzione dei migranti all’interno dell’UE. Il piano prevede un meccanismo di “solidarietà obbligatoria” e una conseguente divisione degli oneri, almeno finanziari, in tale ambito. Tuttavia, la proposta è stato fortemente criticata poiché, per i progressisti, non è abbastanza. Una delle questioni è la possibilità di rimpatriare i migranti, in periodi di emergenza migratoria. Per alcuni conservatori e per gli Stati più duri sul tema e meno disponibili a venire a patti, la proposta della Commissione è invece eccessiva. Il documento deve ancora essere approvato dal Parlamento Europeo e alcuni Paesi membri, specialmente quelli dell’Est Europa, si sono già opposti. 

La stessa Italia, ha mostrato l’intenzione di attuare dei cambiamenti nel settore. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto sull’immigrazione, il 6 ottobre, che prevede il superamento dei cosiddetti “decreti sicurezza” dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. La misura estende la protezione per i migranti e diminuisce i rischi per le navi di soccorso che effettuano salvataggi nel Mediterraneo. Il nuovo decreto vuole sancire il ritorno a un “sistema di accoglienza e integrazione”. Il documento è intitolato: “Misure urgenti nel campo della migrazione, protezione internazionale e complementare, nonché nel campo del diritto penale”. Il testo non fa riferimento al tema della “sicurezza” ed è il risultato del lavoro coordinato dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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