L’Egitto guarda oltre la GERD: in preparazione un progetto sul fiume Congo

Pubblicato il 18 ottobre 2020 alle 7:06 in Egitto Rep. Dem. del Congo

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Le autorità egiziane sono in procinto di realizzare un progetto che renda il fiume Congo navigabile, mentre le negoziazioni sul riempimento e sul funzionamento della grande diga africana, costruita sul fiume Nilo Azzurro, sono ancora in stallo. La notizia è stata diffusa dai media congolesi e diffusa il 13 ottobre dal quotidiano al-Monitor. Secondo le fonti, una delegazione dell’Autorità di ingegneria delle forze armate egiziane, guidata dal maggiore generale Mahmoud Shahin, starebbe conducendo studi di fattibilità per un progetto che permetterà la navigazione nel Congo nelle zone a bassa quota tra Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo (DRC), e la città di Boma.

Il 29 settembre, il quotidiano congolese Zoom Eco ha twittato una clip della delegazione di Shahin in cui il generale ha dichiarato: “L’Autorità di ingegneria delle forze armate egiziane ha effettuato ricognizioni aeree sull’area del progetto, oltre a visite sul campo che dovrebbero essere effettuate fino a quando sarà realizzato uno studio positivo e accurato del progetto nel fiume Congo”.

L’iniziativa ricorda quella proposta dalla società Sarco, specializzata nei settori minerario e di investimento, al governo egiziano, nel 2013, che mirava a collegare il fiume Congo al Nilo, in Egitto, e a compensare così la scarsità d’acqua del Paese, nonché a sviluppare le risorse idriche egiziane. Il progetto si basava sull’idea di trasferire ogni anno 110 miliardi di metri cubi di acqua dal bacino del fiume Congo al bacino del Nilo collegando i due fiumi e raddoppiando l’attuale quota di acqua fornita dal Nilo all’Egitto.

Tuttavia, qualche anno dopo, il governo egiziano ha annunciato il rifiuto formale del progetto a causa di difficoltà e ostacoli tecnici, ingegneristici e politici che ne avrebbero impedito l’attuazione, oltre al costo elevato dell’opera e al fatto che il corso d’acqua proposto avrebbe dovuto attraversare alcune zone insicure devastate da guerre civili.

Mentre i media congolesi stanno informando sull’attuale progetto per migliorare la navigazione nel fiume Congo, i negoziati sulla Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), in corso tra Egitto, Etiopia e Sudan, sotto gli auspici dell’Unione Africana, continuano a vacillare. Le delegazioni dei tre Paesi hanno confermato, dopo l’ultima sessione di negoziazione, svoltasi il 28 agosto, che non sono riusciti a raggiungere un accordo legale vincolante per il funzionamento e il riempimento del GERD.

L’Egitto, che soffre di scarsità idrica, è preoccupato che la grande diga africana possa influire sulla quota di acqua del fiume Nilo riservata al Paese, pari a circa 55,5 miliardi di metri cubi. L’Etiopia, che è il Paese a monte, ha iniziato la costruzione della diga sul Nilo Azzurro, in un’area situata al confine tra Etiopia e Sudan, nel 2011. Il progetto, dal costo stimato di circa 4,6 miliardi di dollari, possiede una capacità massima di assorbimento di 74 miliardi di metri cubi.

Si ritiene che la GERD influirà anche sull’agricoltura del Sudan, trattenendo i sedimenti, e che la diminuzione del livello dell’acqua avrà delle ripercussioni sulla ricchezza ittica del canale. L’Etiopia, invece, insiste sul fatto che il progetto è di importanza fondamentale per lo sviluppo economico del Paese e dell’intera regione e sottolinea che la diga fornirà a tutta l’area grandi quantità di elettricità.

Abbas Sharaky, professore di geologia e risorse idriche presso l’Università del Cairo, ha riferito, in un’intervista ad Al-Monitor, che non esiste alcun collegamento tra il progetto per migliorare la navigazione del fiume Congo e quello, di alcuni anni fa, finalizzato a collegare il Congo con il Nilo. L’implementazione di quest’ultima iniziativa è, secondo Sharaky, solo una fantasia, considerati tutti gli ostacoli naturali che ne hanno impedito l’attuazione, come le catene montuose larghe 600 chilometri e alte 5.000 metri, oltre al diritto internazionale che vieta il trasferimento di acqua da un fiume all’altro.

“Nell’ambito del progetto per migliorare la navigazione nel fiume Congo, invece, l’Egitto fornisce la competenza dell’autorità di ingegneria dell’esercito e le attrezzature di perforazione utilizzate per lo scavo del nuovo Canale di Suez. Il progetto mira a sostenere la cooperazione tra i due Paesi e rafforzare la presenza dell’Egitto nella regione”, ha osservato Sharaky.

L’Egitto e la Repubblica Democratica del Congo hanno buoni rapporti bilaterali. A livello politico, condividono le stesse opinioni su molte questioni regionali e internazionali, la più importante delle quali è proprio la GERD. Kinshasa ha espresso il suo sostegno al Cairo nei colloqui sulla diga attraverso una lettera scritta, il 19 settembre, dal presidente congolese Felix Tshisekedi all’omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi. A livello economico, le importazioni egiziane dalla Repubblica Democratica del Congo sono aumentate a 110,62 milioni di dollari nel 2018, una crescita significativa rispetto ai 2,7 milioni di dollari del 2017, con un aumento di 107,9 milioni di dollari, secondo i dati dell’Egypt State Information Service (SIS).

Sharaky ha sottolineato: “L’Egitto potrebbe beneficiare di questo progetto costruendo dighe sul fiume Congo, che è ciò che il Cairo sta attualmente cercando di fare con le dighe Inga”. “Queste dighe consentiranno al Paese di sfruttare la quantità di acqua che scorre dal fiume per generare energia sufficiente per l’intero continente africano, mentre il surplus idrico potrà essere esportato in Europa”, ha aggiunto. Le dighe Inga sono due dighe della Repubblica Democratica del Congo, Inga I e Inga II, situate a 140 miglia a Sud-Ovest di Kinshasa. Sono dighe per la produzione di energia elettrica, costruite sulle più grandi cascate al mondo per volume medio, le cascate Inga del fiume Congo.

Hani Raslan, capo dell’Unità di studi sul bacino del Nilo presso Al-Ahram Center for Political and Strategic Studies, ha detto ad Al-Monitor: “Per quanto riguarda il progetto sul fiume Congo, alcuni ostacoli impediscono l’uso del letto del fiume per la navigazione, comprese le cascate. L’Egitto sta cercando di aiutare a rimuovere questi ostacoli per consentire alla Repubblica Democratica del Congo di utilizzare il fiume come alternativa al trasporto su strada, il cui sviluppo è costoso, mentre il trasporto fluviale è invece molto più economico e aiuta a collegare più luoghi insieme”. Raslan ha infine aggiunto: “Attraverso questo progetto, l’Egitto sosterrà un Paese africano con il quale ha buoni legami, oltre a rafforzare la sua presenza in questa regione e a migliorare i suoi legami africani, consentendogli di avere una maggiore influenza nel continente, proprio secondo i piani del governo egiziano”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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