Cina: il coronavirus viaggia sugli alimenti surgelati

Pubblicato il 18 ottobre 2020 alle 18:31 in Asia Cina

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Il Chinese Centre for Disease Control and Prevention (CDC), l’autorità cinese preposta al controllo delle malattie, ha comunicato, il 17 ottobre, di aver isolato tracce attive di coronavirus sull’imballaggio esterno di cibi surgelati e ha rivelato che contatti con tali materiali contaminati potrebbero provocare infezioni. La scoperta suggerirebbe quindi che il virus può viaggiare su lunghe distanze attraverso beni surgelati.

La rivelazione del CDC è giunta dopo controlli effettuati sull’imballaggio di confezioni contenenti merluzzo surgelato importato, nell’ambito di ricerche condotte per rintracciare l’origine dei contagi da coronavirus a Qingdao, una città della provincia dello Shandong dove, dove lo scorso 12 ottobre, era stato individuato un focolaio di infezioni composto, inizialmente, da 6 positivi e 6 asintomatici. Il CDC ha specificato che si è trattato della prima volta in cui tracce attive di coronavirus sono state isolate su imballaggi di cibi surgelati provando, fuori dal laboratorio, che il virus può essere trasportato attraverso tali superfici in determinate circostanze ambientali. La scoperta proverebbe quindi che il coronavirus può sopravvivere per un lungo periodo di tempo, anche su importazioni transfrontaliere di lunga percorrenza.

Di fronte ad una tale rivelazione, è emerso sia come siano a rischio gli impiegati nella catena dei cibi surgelati, sia che il coronavirus può essere “importato” dall’estero non solo attraverso persone affette dall’epidemia ma anche attraverso prodotti surgelati.  A tal proposito, il CDC ha elaborato una serie di suggerimenti specifici di prevenzione da adottare da parte degli impiegati nel settore.

Nonostante tali scoperte, il CDC ha voluto rassicurare la popolazione cinese sul fatto che il rischio che il cibo surgelato che circola nel Paese sia contaminato dal coronavirus è molto basso. Nel mese di settembre, test a base di acido nucleico condotti in 24 province sul settore dei cibi surgelati per un totale di 2,98 milioni di campioni, di cui 1,24 milioni condotti sul personale del settore, 670.000 sugli imballaggi e 1,07 milioni su campioni ambientali, hanno fatto emergere solamente 22 casi di presenza del virus su alimenti e imballaggi, per altro con una carica virale bassa. Oltre a questo, il CDC ha altesì affermato che anche il rischio di contagi tra la popolazione derivanti dal contatto o dall’ingestione di cibi surgelati è minima.

Per quanto riguarda il focolaio di Qingdao, secondo quanto emerso da una prima analisi, sembrerebbe che esso si sia originato da due impiegati del porto cittadino che erano stati identificati come asintomatici a settembre e che si sarebbero poi recati al Qingdao Chest Hospital durante il periodo di quarantena, facendo scaturire la catena di contagi nella città a causa di protezioni e disinfezioni insufficienti.

Le rivelazioni del CDC, tuttavia, non hanno implicato che i due sarebbero stati contagiati dopo aver toccato prodotti surgelati e relativi imballaggi. Secondo un virologo della Hong Kong University, Jin Dong-Yan, allo stesso modo, i due impiegati potrebbero aver contratto l’infezione altrove e aver poi contaminato i surgelati.

Prima delle scoperte del 17 ottobre, tracce generiche del coronavirus erano già state trovate su campioni presi da cibi surgelati e imballaggi ma in quei casi la “quantità del virus” era bassa e non era mai stato isolato il virus attivo.

Il coronavirus si è originato in Cina dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio. Il 30 gennaio, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale e poi una pandemia l’11 marzo successivo. Al momento, in Cina, sono stati registrati in totale 90.955 casi di coronavirus e le vittime causate dall’epidemia sono state 4.739, mentre, nel mondo, l’epidemia ha contagiato 39.775.831 persone e ne ha uccise 1.111.224.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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