Nagorno-Karabakh, Erevan: “Azerbaigian ha dato il via a nuova offensiva”

Pubblicato il 17 ottobre 2020 alle 6:11 in Armenia Azerbaigian

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Nonostante gli accordi raggiunti lo scorso 9 di ottobre a Mosca sono state ormai già molte, da una parte e dall’altra, le violazioni del cessate il fuoco nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

Il rappresentante del Ministero della Difesa armeno Arzrun Ovannisyan ha riferito che nella prima mattinata di ieri, venerdì 16 ottobre, che le forze armate dell’Azerbaigian hanno dato il via ad una massiccia operazione nella zona settentrionale del fronte nella regione contesa del Nagorno-Karabakh.

“Dalla primissima mattinata, dopo un’ora di intenso bombardamento di artiglieria, il nemico ha dato il via ad un’offensiva nella zona settentrionale, nel tentativo di occupare le nostre posizioni con alcune ondate. Tuttavia, grazie al coraggio e alla professionalità dei soldati armeni il nemico è stato respinto e ha accusato pesanti perdite”, ha scritto Ovannisyan su Facebook.

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusisi nella tarda serata di venerdì 9 ottobre hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Dalla firma della tregua, tuttavia, da una parte e dall’altra dello schieramento sono state registrate diverse violazioni e azioni offensive.

Le tensioni tra Armenia e Azerbaigian si sono intensificate la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabach lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali, 80 militari sono stati uccisi e quasi 120 feriti in Artsakh (Nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via dell’attacco azero. Baku afferma che l’offensiva è una risposta a bombardamenti effettuati dalle forze armene lungo la frontiera, una versione definita “menzognera” dalle autorità armene.

L’Armenia e l’Artsakh, che sostiene le sue aspirazioni d’indipendenza dall’inizio degli anni ’90, hanno dichiarato legge marziale e mobilitazione generale. L’Azerbaigian ha proclamato la mobilitazione parziale e la legge marziale in alcuni dipartimenti e ha chiuso i suoi aeroporti a tutto il traffico internazionale a eccezione della Turchia, che si è impegnata a sostenere Baku.

L’escalation ha innescato un ampio contraccolpo internazionale, spingendo numerosi paesi e organizzazioni a invitare le parti in conflitto a cessare il fuoco e tornare ai negoziati presieduti dall’OSCE.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia, da parte sua, ha dichiarato che fornirà all’Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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