Elezioni in Nuova Zelanda: valanga di voti per Jacinda Arden

Pubblicato il 17 ottobre 2020 alle 13:02 in Nuova Zelanda

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La maggioranza della popolazione della Nuova Zelanda ha votato in favore del Partito laburista, di centro-sinistra, della premier uscente, Jacinda Arden, alle ultime elezioni nazionali, i cui risultati parziali sono stati resi noti il 17 ottobre. Secondo gli osservatori, la 40enne Arden è stata premiata per il successo registrato nella lotta e nel contenimento dell’epidemia di coronavirus.

“Grazie a tutte le persone che ci hanno votato e che si fidano di noi per continuare a guidare la ripresa della Nuova Zelanda” ha dichiarato Arden dalla sua abitazione ad Auckland, dove si è unita alla folla di sostenitori riunitisi per celebrare.

Secondo i dati parziali, il Partito laburista otterrà almeno 64 delle 120 sedute del Parlamento monocamerale neozelandese, determinando, se confermato, il più ampio consenso mai ottenuto da un partito, dall’adozione del sistema di voto proporzionale nel 1996.  Grazie al risultato registrato all’ultima tornata elettorale, Arden potrebbe quindi guidare un esecutivo formato solamente dal Partito laburista. In Nuova Zelanda, negli ultimi decenni, non vi è mai stato un governo composto da un solo partito e anche l’ultimo governo Arden si fondava su una coalizione tra il suo partito con il nazionalista New Zealand First Party, che avrebbe ottenuto appena il 2,7% dei consensi, e il Green Party.

Dallo spoglio del 77% dei voti già risulta che il Partito laburista ha ottenuto il 49% dei consensi mentre il Partito nazionalista, il principale rivale, segue al 27%. Se Arden non dovesse ottenere una maggioranza tale da formare il governo da sola, secondo più osservatori non sceglierà di allearsi al New Zealand First ma al Green Party, che secondo i dati a disposizione potrebbe ottenere il 7,6% dei voti. Anche in tal caso, si tratterebbe di un primato, istituendo il primo governo interamente a sinistra dagli anni Settanta. Per un commentatore della Victoria University di Wellington, Bryce Edwards, la vittoria odierna di Arden ha rappresentato il maggior cambiamento nella storia elettorale del Paese negli ultimi 80 anni.

Le votazioni neozelandesi sono state anche un metro di giudizio rispetto al consenso della popolazione sulla rigida gestione di Arden dell’emergenza coronavirus. Il ministro delle Finanze neozelandese, Grant Robertson, ha commentato i primi risultati elettorali affermando che: “La popolazione ci è stata estremamente grata per come abbiamo gestito il coronavirus e ha apprezzato il piano che abbiamo delineato per il futuro dell’economia”. La leader del Partito nazionalista, Judith Collins, ha poi affermato di aver telefonato ad Arden per congratularsi “dell’impressionante risultato” ottenuto.

Per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, Arden ha promosso il modello “agisci risolutamente e presto” con il quale ha imposto rigide restrizioni che hanno portato all’interruzione di contagi a livello locale nel Paese e hanno limitato le morti legate alla malattia a 25 su una popolazione di 5 milioni di persone. Al momento, nonostante la vita dei cittadini neozelandesi sia tornata alla normalità, le frontiere del Paese sono ancora chiuse e il coronavirus sta facendo sentire le proprie ripercussioni sull’economia, che nel secondo trimestre ha avuto una contrazione del 12,2 %, e sul settore turistico, in particolar modo.  Secondo le previsioni, dopo la pandemia, il debito nazionale occuperà il 56% del PIL, determinando un importante aumento rispetto alla quota del 20% occupata prima dell’emergenza.

Oltre al coronavirus, Arden è conosciuta per aver promosso cause quali i diritti delle donne e la giustizia sociale e, in campagna elettorale, ha promesso cambiamenti quali l’aumento delle tasse per coloro che guadagnano di più. Le critiche che le sono state finora rivolte riguardano per lo più il fatto che non sia riuscita a portare a compimento la “trasformazione progressiva” del Paese che aveva promesso all’inizio del suo primo mandato, che prevedeva, tra le altre cose, un cambiamento nei prezzi delle abitazioni e la lotta alla povertà infantile.

A livello internazionale, Arden ha ricevuto grande approvazione per la gestione dell’attentato alla moschea di Christchurch del 15 marzo 2019, quando un suprematista bianco sparò e uccise 51 credenti musulmani. Arden aveva preso immediatamente iniziativa dando una stretta all’accesso alle armi nel Paese e adottando una politica nota come “Sii gentile, sii forte”.

Il 17 ottobre, i neozelandesi hanno anche votato in due referendum riguardanti rispettivamente la legalizzazione dell’eutanasia e l’utilizzo a scopo ricreativo della marijuana, i cui risultati saranno comunicato il prossimo 30 ottobre.

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Camilla Canestri

di Redazione

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