Attentato a Nord di Parigi: per Macron è terrorismo, 9 arresti

Pubblicato il 17 ottobre 2020 alle 18:30 in Europa Francia

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Le autorità francesi hanno arrestato un totale di 9 persone in connessione all’attentato che ha causato la morte violenta di un insegnante francese, il 47enne, Samuel Paty, il quale aveva mostrato ai propri studenti immagini satiriche del Profeta Maometto durante una lezione. Secondo quanto emerso dalle indagini della polizia il 17 ottobre, l’attentatore, ucciso subito dopo l’attacco, è stato identificato in un uomo di 18 anni, probabilmente simpatizzante dell’estremismo islamico, nato a Mosca e originario della Cecenia. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato l’attentato un atto di terrorismo di matrice islamica.

Il procuratore anti-terrorismo, Jean-Francois Ricard, il 17 ottobre, ha rivelato che l’attentatore si sarebbe fatto indicare da alcuni studenti chi fosse l’insegnante prima di ucciderlo e, dopo aver compiuto l’omicidio, avrebbe postato una foto su Twitter, ritraente il corpo dell’uomo.  Al momento, gli investigatori stanno cercando di determinare se l’attentatore abbia agito da solo o se abbia avuto complici.

Nella mattina del 17 ottobre, sono state arrestate altre 5 persone, oltre alle 4 già trattenute il giorno precedente. Subito dopo l’attentato, i 4 familiari dell’autore dei fatti, tra i quali c’è anche un minore, erano stati arrestati nel sobborgo di Conflans Sainte-Honorine, un comune francese situato a Nord di Parigi, nel dipartimento della Val-d’Oise, dove si è altresì consumata la vicenda. Gli altri 5 detenuti arrestati il giorno dopo comprenderebbero, invece, due genitori di alunni iscritti al College du Bois d’Aulne, dove lavorava l’insegnante ucciso, i quali, in precedenza, avevano già manifestato il proprio scontento per la decisione  di mostrare le immagini satiriche di Maometto in classe. I restanti 3, invece, sarebbero conoscenze dell’attentatore ma non suoi familiari.

Tra le voci che hanno commentato la vicenda, il 17 ottobre vi è stata quella dell’Imam di Bordeaux, Tareq Oubrou, il quale ha respinto le affermazioni secondo cui la vicenda del 16 ottobre sarebbe stata uno scontro tra civiltà. Oubrou ha dichiarato: “Non è una civiltà che uccide una persona innocente ma è una barbarità”, aggiungendo che gli attacchi mortali condotti da militanti islamici o da loro simpatizzanti stanno devastando la comunità musulmana francese. L’Imam ha affermato: “Ogni giorno che passa senza che si verifichino incidenti rendiamo grazie […] ci troviamo tra l’incudine e il martello”, per Oubrou episodi come quello del 16 ottobre sono attacchi alla Repubblica, alla società, alla pace e all’essenza stessa della religione, che riguarda lo stare insieme.

Il 16 ottobre, per le strade di Conflans Sainte-Honorine, l’attentatore aveva tagliato la gola e decapitato Paty, insegnante di storia e geografia di un liceo della città, dopo che quest’ultimo aveva mostrato agli alunni della sua classe caricature del Profeta Maometto. Una fonte interna alla polizia ha aggiunto che alcuni testimoni hanno sentito l’aggressore gridare “Allah Akbar”, “Dio è grande” in arabo. L’ aggressore era stato poi individuato da una pattuglia della polizia ad Éragny, un comune poco lontano, mentre portava ancora con sé il coltello che avrebbe utilizzato per tagliare la gola alla vittima. La polizia ha quindi ucciso l’uomo sparandogli, intorno alle 17:00 del pomeriggio dello stesso 16 ottobre.

Secondo testimonianze raccolte da France 24, l’insegnante avrebbe mostrato le immagini  durante una lezione sul secolarismo e sulle controversie scaturite dalla pubblicazione della vignetta in questione dal quotidiano satirico Charlie Hebdo, nel 2015. Prima di iniziare la lezione, l’uomo aveva poi chiesto ai suoi studenti musulmani di lasciare l’aula in quanto le immagini che avrebbe di lì a poco mostrato avrebbero potuto urtare la loro sensibilità.

In seguito ad un incontro d’emergenza del Ministero degli Interni, lo stesso 16 ottobre, Macron si è recato sul luogo del delitto da dove ha da subito dichiarato: “Un cittadino è stato oggi ucciso perché era un insegnante e perché aveva insegnato la libertà d’espressione […] I terroristi non divideranno la Francia, l’oscurantismo non prevarrà”. Il 17 ottobre, anche il primo ministro francese, Jean Castex, ha confermato che la vicenda ha tutte le caratteristiche del terrorismo islamico, aggiungendo che con un tale atto vile è stato preso di mira il secolarismo, “la spina dorsale della Repubblica francese”.

Negli ultimi anni, la Francia ha assistito ad una serie di violenti attacchi compiuti da militanti islamisti, tra i quali, il più recente si è verificato il 25 settembre scorso. In tale occasione, 2 persone erano state accoltellate e gravemente ferite nell’undicesimo arrondissement di Parigi, vicino ai vecchi uffici della redazione di Charlie Hebdo, da un 18enne di origini pakistane, il quale avrebbe voluto vendicarsi per la ripubblicazione delle vignette satiriche che, nel 2015, avevano scatenato il primo attentato contro Charlie Hebdo.

Pochi giorni prima, il 2 settembre, poi, si era aperto a Parigi il processo contro 14 presunti complici dei terroristi islamici che, il 7 gennaio 2015, avevano attaccato la sede del giornale Charlie Hebdo. Il gruppo sta affrontando accuse che includono il finanziamento al terrorismo, l’appartenenza a un’organizzazione terroristica e la fornitura di armi agli aggressori.  Nella strage, i due fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi, 32 e 34 anni, fecero irruzione negli uffici della redazione della testata satirica, armati di fucili d’assalto AK-47 e dichiarandosi membri di al-Qaeda nella penisola arabica (AQAP). Una volta entrati, i terroristi aprirono il fuoco contri i dipendenti urlando in arabo “Allahu Akbar” e uccidendo complessivamente 12 persone. 

Di fronte a tale scenario, lo scorso 2 ottobre, Macron ha annunciato una nuova legge contro il “separatismo” religioso che, secondo quanto specificato da Parigi, punterebbe a liberare il Paese dall’islamismo radicale e che sarà presentata in Parlamento il prossimo dicembre.

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Camilla Canestri

di Redazione

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