Kirghizistan: Japarov assume poteri presidenziali

Pubblicato il 16 ottobre 2020 alle 9:35 in Asia Kirghizistan

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Il presidente del parlamento kirghiso Kanat Isayev si è rifiutato di assumere l’incarico presidente del paese. Lo ha affermato giovedì 15 ottobre nel corso di una manifestazione a Bishkek  il primo ministro Sadyr Japarov.

“Isayev ha annunciato ufficialmente che non agirà come presidente” – ha detto il primo ministro.

Poche ore prima il presidente del Kirghizistan, Sooronbai Jeenbekov, ha annunciato che si sarebbe dimesso. Secondo la legge kirghisa, fino all’elezione di un nuovo capo di stato, le sue funzioni devono essere svolte dal presidente del parlamento. Se non può farlo, i poteri vengono trasferiti al Primo Ministro. “Non sono attaccato al potere. Non voglio restare nella storia del Kirghizistan per essere stato il presidente che ha sparso il sangue e ha sparato contro i propri cittadini. Pertanto, ho deciso di fare un passo indietro”, si legge nella nota ufficiale con cui Jeenbekov, al potere dal 2017, lascia la presidenza del Paese centroasiatico.

Japarov ha dunque assunto anche i poteri presidenziali. 

Dopo le elezioni parlamentari in Kirghizistan lo scorso 4 ottobre, i rappresentanti dei partiti che non sono entrati in parlamento per non aver superato la soglia di sbarramento del 7% hanno organizzato rivolte a Bishkek e in altre città del Paese, hanno occupato edifici governativi e rilasciato l’ex presidente Almazbek Atambayev e una serie di altri politici, tra cui Sadyr Japarov, dai centro di detenzione dove erano rinchiusi per vari reati. Successivamente, nel centro della capitale del Kirghizistan, si sono verificati anche scontri tra sostenitori di varie forze di opposizione. Atambayev è stato successivamente allontanato dai sostenitori di Japarov e nuovamente incarcerato assieme ai suoi più stretti collaboratori.

Il primo ministro Kubatbek Boronov e il presidente del parlamento Dastanbek Jumabekov si sono dimessi nei giorni successivi. Successivamente, Jeenbekov ha proclamato lo stato di emergenza a Bishkek e la Commissione elettorale centrale della repubblica ha riconosciuto i risultati delle elezioni come non validi ordinando la ripetizione del voto. La data per la nuova votazione deve essere annunciata entro il 6 novembre. Martedì 13 e mercoledì 14 ottobre in Kirghizistan sono stati eletti un nuovo presidente del parlamento e un nuovo capo del governo. Il 14 ottobre Jeenbekov ha annunciato le sue dimissioni. L’elezione di un nuovo presidente dovrebbe tenersi entro tre mesi. Per legge, il capo di stato facente funzione non ha il diritto di partecipare al voto.

Lo stato di emergenza a Bishkek è stato revocato nella mattinata del 16 ottobre.  Il Parlamento del Kirghizistan ha approvato nella mattinata odierna la revoca dello stato di emergenza nella capitale del Paese, Bishkek, su richiesta del nuovo esecutivo. I deputati hanno votato all’unanimità l’annullamento dello stato di emergenza che era stato introdotto dall’ormai ex presidente Sooronbay Jeenbekov in seguito allo scoppio delle proteste.

Nel corso delle manifestazioni almeno un migliaio di persone ha subito ferite, nessuno in gravi condizioni. Due persone sono morte. La situazione nella capitale kirghisa è tranquilla, secondo quanto riferiscono le autorità locali.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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