Francia: ministro degli Esteri in Algeria per parlare di Libia e Sahel

Pubblicato il 16 ottobre 2020 alle 11:59 in Algeria Francia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, è in visita ufficiale in Algeria per incontrare il presidente, Abdelmadjid Tebboune, e valutare i progressi nella cooperazione tra i due Paesi, nonché per discutere della situazione della sicurezza a livello regionale. “In questa occasione, ribadiremo la solidità dei nostri legami amichevoli con l’Algeria, un partner strategico fondamentale per la Francia”, si legge nella dichiarazione del Ministero degli Esteri di Parigi. “La visita”, aggiunge il comunicato, “permetterà uno scambio di opinioni su questioni regionali e internazionali di interesse comune, in particolare la situazione nel Sahara occidentale, nella regione del Sahel e in Libia, dove la risoluzione del conflitto è una priorità per entrambe le parti”.

Le Drian ha ribadito l’impegno della Francia a far sì che l’Algeria e i Paesi circostanti siano coinvolti nelle iniziative internazionali per frenare la crisi libica. Qui la Turchia, che è da tempo ai ferri corti con il governo di Parigi, è un partner fondamentale del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli e ha recentemente rafforzato la presenza militare nella Libia occidentale, a ridosso del confine algerino. Il tentativo di Le Drian, secondo gli esperti, sarà dunque quello di cercare di spostare l’asse di Algeri, che finora in Libia ha mantenuto una posizione di velato sostegno al GNA, dalla sua parte, ovvero in un’ottica anti-turca e di sostegno al governo di Tobruk, il cui uomo forte è il generale Khalifa Haftar.

“L’Algeria è un partner vitale per la Francia. Il partenariato tra Parigi e Algeri deve affrontare tre grandi sfide: le reti terroristiche che operano tra il Maghreb e il Sahel, la spinta della Turchia ad espandere la sua influenza in Algeria, il desiderio della Cina di fare dell’Algeria una parte centrale della sua Belt and Road Initiative”, ha dichiarato Michael Tanchum, senior fellow dell’Istituto austriaco per la politica europea e di sicurezza. “Sebbene cruciale per la Francia, la visita è importante anche per l’Algeria, che cerca di preservare la propria autonomia in mezzo alla crescente influenza economica della Cina e alla crescente potenza turca con sede in Libia”, ha aggiunto l’esperto.

La Cina, che sta espandendo gradualmente la sua influenza sul continente africano, in primo luogo tramite investimenti economici, è una presenza imponente in Algeria soprattutto in relazione al progetto del porto di El Hamdania, uno degli scali marittimi più grandi del mondo, con un costo stimato di sei miliardi di dollari e un processo di costruzione che dovrebbe durare circa sette anni. L’idea è quella di utilizzare il nuovo scalo marittimo come snodo per un ipotetico corridoio commerciale che si potrebbe estendere fino a Lagos, in Nigeria. Il progetto, per quanto ambizioso, porta con sé una serie di rischi inevitabili, dovuti all’instabilità della regione del Sahel, di cui la Francia conosce bene la pericolosità.

Il ministro Le Drian, durante la sua visita in Algeria, ha infatti sottolineato l’importanza di sostenere il percorso verso la stabilizzazione dei Paesi saheliani, infestati dalla minaccia dei jihadisti e caratterizzati da un equilibrio politico spesso precario. Parigi, ha detto il ministro, si sta impegnando soprattutto a favorire una transizione verso un governo civile in Mali, una nazione immersa in una crisi di sicurezza, legata ad un’insurrezione islamica, dal 2011. Le Drian ha in programma di discutere con le autorità algerine dell’attuazione del cosiddetto Accordo di Pace di Algeri, concluso nel 2015, nella capitale dello Stato nordafricano, tra il governo del Mali e una coalizione di gruppi ribelli che lottano per l’indipendenza del Nord del Paese. Finora l’accordo di Algeri, volto a riportare la pace in Mali, non ha impedito la persistenza di combattimenti e scontri che minacciano l’equilibrio del Paese e dell’intera regione del Sahel.

In Africa occidentale, sono dispiegati circa 5.100 soldati francesi per combattere contro i jihadisti legati ad Al-Qaeda e allo Stato Islamico, nell’ambito della cosiddetta missione Barkhane. Quest’ultima è particolarmente attiva nella zona di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger e, dal 2013, ha perso 45 uomini. A febbraio, Parigi aveva deciso di rafforzare la missione inviando  600 soldati a sostegno del contingente di 4.500 uomini già presenti in loco. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.