Attentato con coltello in Francia: decapitato un insegnante

Pubblicato il 16 ottobre 2020 alle 19:47 in Europa Francia

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Il 16 ottobre, la polizia francese ha ucciso un uomo sospettato di aver tagliato la gola e decapitato un insegnante per le strade di Conflans Sainte-Honorine, un comune francese situato a Nord di Parigi, nel dipartimento della Val-d’Oise. 

Secondo quanto riferito dal quotidiano francese Le Monde, la vittima è un insegnante di storia e geografia di un liceo della città e avrebbe mostrato agli alunni della sua classe le caricature del Profeta Maometto, probabilmente durante una lezione sulla libertà d’espressione. Il procuratore francese per l’antiterrorismo ha dichiarato che le autorità hanno aperto un’indagine per “omicidio in connessione con un attacco terroristico” e “associazione terroristica criminale”. Il sospetto aggressore è stato individuato da una pattuglia della polizia a Éragny, un comune poco lontano, mentre trasportava ancora il coltello che avrebbe utilizzato per tagliare la gola alla vittima. La polizia ha ucciso l’uomo sparandogli, intorno alle 17 del pomeriggio, secondo un portavoce della polizia. Un’altra fonte della polizia ha aggiunto che i testimoni avevano sentito l’aggressore gridare “Allah Akbar”, o “Dio è grande” in arabo.

La Francia negli ultimi anni ha assistito a una serie di violenti attacchi compiuti da militanti islamisti. Il più recente si è verificato il 25 settembre, intorno a mezzogiorno, quando 2 persone sono state accoltellate e ferite nell’undicesimo arrondissement di Parigi, vicino ai vecchi uffici della redazione di Charlie Hebdo. Le vittime sono due giornalisti di “Premiere Ligne Television”, un’emittente televisiva che si trova nello stesso ufficio dell’ex sede del settimanale satirico. Il ministro dell’Interno francese ha fin da subito etichettato la vicenda come atto terroristico di matrice islamica e la polizia francese ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio a scopo terroristico. L’aggressore voleva colpire nuovamente il giornale satirico Charlie Hebdo, che aveva da poco ripubblicato le vignette satiriche di Maometto, che furono il movente dell’attacco del 7 gennaio 2015. 

Pochi giorni prima, il 2 settembre, si era aperto a Parigi il processo contro 14 presunti complici dei terroristi islamici che, il 7 gennaio 2015, avevano attaccato la sede del giornale Charlie Hebdo. Il gruppo sta affrontando accuse che includono il finanziamento al terrorismo, l’appartenenza a un’organizzazione terroristica e la fornitura di armi agli aggressori.  Nella strage, i due fratelli franco-algerini Said e Cherif Kouachi, 32 e 34 anni, fecero irruzione negli uffici della redazione armati di fucili d’assalto AK-47 e dichiarandosi membri di al-Qaeda nella penisola arabica (AQAP). Una volta entrati, i terroristi aprirono il fuoco contri i dipendenti urlando in arabo “Allahu Akbar” e uccidendo complessivamente 12 persone. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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