Nigeria: l’esercito mette in guardia i manifestanti

Pubblicato il 15 ottobre 2020 alle 21:19 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano ha avvertito i manifestanti, affermando che i soldati sono pronti a mantenere la legge e l’ordine nel Paese, affrontando con decisione le proteste che stanno chiedendo una riforma delle forze di polizia accusate di un utilizzo eccessivo della violenza. 

Le autorità militari, il 14 ottobre, hanno rilasciato una dichiarazione dal titolo: “L’esercito nigeriano mette in guardia elementi sovversivi e piantagrane”. “L’Esercito è pronto a sostenere pienamente l’autorità civile in qualsiasi modo per mantenere la legge e l’ordine e affrontare con decisione qualsiasi situazione”, si legge nella dichiarazione, che però non menziona le proteste contro polizia scoppiate nel Paese. Le manifestazioni sono state in gran parte pacifiche, ma Amnesty International ha riferito che almeno 10 persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite a causa delle repressioni della polizia in alcune città. A preoccupare per i prossimi sviluppi c’è il fatto che l’esercito nigeriano, negli ultimi anni, è stato più volte accusato di violazioni dei diritti umani, che sono state sistematicamente negate dalle autorità militari. 

Le proteste sono iniziate il 9 ottobre nella capitale nigeriana, Abuja, dopo che è stato pubblicato un video in cui i membri della squadra speciale anti-rapina, nota come Special Anti-Robbery Squad (SARS), hanno sparato a sangue freddo contro un uomo, uccidendolo, nella regione del Delta del fiume Niger. Dopo lo scandalo, il governo si è impegnato a sciogliere l’unità della polizia, che è stata smantellata l’11 ottobre. Tuttavia, il 13 ottobre ha affermato che sarà creata una nuova unità di sicurezza, dotata di armi e tattiche speciali, per “colmare il vuoto” lasciato dalla SARS. Lo stesso giorno, l’esecutivo ha anche rassicurato i cittadini sul fatto che nessun agente utilizzerà la violenza contro i manifestanti. Prima di tale data, alcuni elementi delle forze di sicurezza hanno però represso le proteste con percosse e tramite l’utilizzo di gas lacrimogeni e armi da fuoco, secondo Amnesty International. 

I manifestanti hanno manifestato contro l’intenzione del governo di creare una nuova unità di polizia, temendo che la nuova squadra sarà semplicemente una versione rinominata della SARS. Il 14 ottobre, quindi, centinaia di persone si sono radunate ad Abuja, e nella megalopoli Lagos, per continuare a protestare. Il governatore dello Stato di Lagos, Babajide Sanwo-Olu, ha esortato i manifestanti a smettere con le rimostranze, affermando che le iniziative dei giorni precedenti avevano causato un’interruzione generale delle attività lavorative, che ancora erano in ripresa a causa delle restrizioni dovute alla pandemia del nuovo coronavirus.  

Nonostante l’impegno per le riforme, Amnesty International ha affermato che la violenta risposta delle forze dell’ordine alle proteste diminuisce la credibilità del governo di Abuja. “I nigeriani sono scettici sull’impegno delle autorità per porre fine alle atrocità della polizia, perché le precedenti affermazioni di riforma della SARS si sono rivelate parole vuote”, ha dichiarato Osai Ojigho, direttore di Amnesty International Nigeria. “Quella polizia sta ancora usando una forza eccessiva su manifestanti pacifici – provocando feriti e morti a Lagos, Ughelli, Abuja e Ogbomosho – e questo fa finire in aria qualsiasi impegno a porre fine alle violazioni dei diritti umani da parte della polizia nigeriana”, ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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