Gli USA nominano un coordinatore speciale per il Tibet

Pubblicato il 15 ottobre 2020 alle 12:03 in Cina Tibet USA e Canada

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La Cina ha dichiarato, il 15 ottobre, di essere pronta ad adottare tutte le misure necessarie a difendere i propri interessi, dopo che gli Stati Uniti, il giorno prima, hanno nominato un “coordinatore speciale per gli affari del Tibet”.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha dichiarato che gli USA hanno istituito tale figura, che la Cina non ha mai riconosciuto e alla quale si è sempre opposta, solamente per fini di manipolazione politica. Secondo la Cina, gli USA starebbero così interferendo in questioni di politica interna cinesi, distruggendo la stabilità e lo sviluppo del Tibet stesso. Alla luce di tali considerazioni, Pechino si è detta pronta ad adottare tutte le misure necessarie a proteggere i propri interessi.

 Il portavoce del Ministero Affari Esteri ha ribadito che tutte le etnie della regione autonoma del Tibet, compresa quella tibetana, fanno parte della grande famiglia delle etnie della Cina, sottolineando che tutti i suoi cittadini godono di piene libertà religiose e che tutti i loro diritti sono completamente garantiti. Per Zhao, il futuro della regione autonoma del Tibet può migliorare, ma gli USA devono smettere di utilizzare la questione tibetana per interferire negli affari interni della Cina.

 Il 14 ottobre, il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha nominato l’attuale assistente segretario di Stato per la Democrazia, i Diritti Umani e il Lavoro, Robert Destro, coordinatore speciale per gli affari del Tibet, andando a colmare un vuoto che si era creato in tale posizione dal 2017.Secondo quanto dichiarato da Pompeo, Destro sarà responsabile della promozione di un dialogo tra la Repubblica Popolare Cinese (RPC) e il Dalai Lama, o i suoi rappresentanti, e dovrà proteggere l’identità linguistica, culturale e religiosa dei tibetani e promuovere il rispetto dei loro diritti umani. Destro dovrà altresì supportare gli sforzi degli USA per rispondere alle necessità umanitarie dei rifugiati tibetani e dovrà promuovere lo sviluppo economico sostenibile e la preservazione ambientale delle comunità che vivono nell’altopiano tibetano.

Nella dichiarazione rilasciata dal Dipartimento di Stato di Washington si afferma che gli USA sono preoccupati per la repressione della comunità tibetana da parte del governo di Pechino che prevede, secondo Washington, la mancanza di una significativa autonomia, il deterioramento della situazione dei diritti umani nell’area e gravi restrizioni alle libertà tradizionali, culturali e religiose dei tibetani in tutta la Cina. Sarà quindi compito di Destro coinvolgere i leader tibetani e i partner internazionali rispetto a tali problematiche e sostenere la diaspora tibetana a livello globale.

La nomina di Destro si colloca in un contesto di progressivo deterioramento delle relazioni tra la Cina e gli USA, le quali, oltre al Tibet, si trovano su posizioni totalmente opposte e avverse riguardo una lunga serie di tematiche.

Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, il primo ottobre 1949, Pechino prese il controllo sulla regione del Tibet nel 1951, a conclusione di quella che è stata definita la “liberazione pacifica” della regione himalayana dal feudalesimo, avviata nel 1950. Negli anni successivi, si verificarono varie forme di rivolta e resistenza contro il dominio della Cina, guidata allora da Mao Zedong. Nel 1959,  la popolazione cercò di sollevarsi contro il governo di Pechino per liberare la regione ma il movimento fu represso dall’Esercito di Liberazione Popolare (EPL), spingendo il Dalai Lama, l’allora leader politico e spirituale del buddismo tibetano, a rifugiarsi in India da dove svolge ancora la sua funzione spirituale ma non politica.

Più gruppi umanitari sostengono che Pechino stia intraprendendo un’opera di repressione della cultura locale, della religione buddista e dell’identità minoritaria tibetana. Al contempo, l’accesso al territorio della regione è stato negli anni limitato da Pechino, rilasciando raramente permessi per visitare la regione e sottoponendo i visitatori a rigide regole.

Gli USA hanno sempre sostenuto il Tibet contro Pechino e, lo scorso 7 luglio, hanno annunciato l’imposizione di restrizioni di viaggio per i funzionari cinesi coinvolti nella formulazione o esecuzione delle politiche di accesso al Tibet.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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