USA-Russia: ancora nessun accordo sul Nuovo START

Pubblicato il 14 ottobre 2020 alle 18:29 in Russia USA e Canada

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Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha ribadito che gli Stati Uniti sono disposti ad estendere il trattato sul controllo delle armi nucleari, il Nuovo START. La Russia, però, sottolinea che non esiste ancora alcun accordo. 

“Saremmo lieti di avere l’opportunità di finalizzare un’intesa, basata sugli accordi raggiunti nelle ultime due settimane riguardo alle varie possibilità per un’estensione del Nuovo START”, ha dichiarato Pompeo in una conferenza stampa presso il Dipartimento di Stato, il 14 ottobre. Lo stesso giorno, il Cremlino ha dichiarato che la Russia non ha ancora concluso un accordo con gli USA, nonostante le affermazioni statunitensi suggeriscano progressi significativi. Mosca fa riferimento al fatto che alcuni funzionari statunitensi hanno riferito che “in linea di principio” i due Paesi hanno concordato per l’estensione. 

“Per quanto riguarda la comprensione della necessità di estendere il trattato START, speriamo di essere sulla stessa linea”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in una conferenza con i giornalisti, il 14 ottobre. “Sappiamo che deve essere esteso, che questo è nell’interesse dei nostri due Paesi e della sicurezza strategica del mondo intero”, ha aggiunto. Tuttavia, il 7 ottobre, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, aveva affermato che Mosca non vedeva prospettive per il nuovo trattato START sul controllo degli armamenti con Washington, ma prevedeva di continuare a portare avanti i colloqui. 

La mancata estensione del patto eliminerebbe il pilastro principale che mantiene l’equilibrio nucleare tra Mosca e Washington, aggiungendo un altro elemento di tensione ai loro rapporti. Il New Strategic Arms Reduction Treaty (New START), siglato a Praga l’8 aprile 2010, scadrà il prossimo 5 febbraio 2021. Una delle questioni discusse è la pressione degli Stati Uniti perchè anche la Cina sia inclusa nell’intesa. Il 14 maggio, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, aveva dichiarato di ritenere la partecipazione cinese al meccanismo bilaterale tra Russia e USA totalmente forzata, affermando che gli schemi multilaterali per rafforzare la sicurezza e la stabilità internazionali debbano essere implementati volontariamente e tenendo conto degli interessi e delle preoccupazioni di tutti i partecipanti. L’8 giugno, durante un’intervista televisiva, il vice ministro degli Esteri russo ha affermato che l’amministrazione Trump sta cercando di coinvolgere Pechino ogni qualvolta si discutano temi internazionali, al punto che la ha accusata di essere “ossessionata con la Cina”.

Da parte sua, Pechino ha dimostrato di non essere interessata a partecipare a tali negoziati. Il 15 maggio scorso, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva comunicato che la RPC non ha intenzione di istituire un dialogo trilaterale sul controllo delle armi nucleari e aveva aggiunto che Mosca e Washington, detenendo i più grandi arsenali al mondo, hanno la responsabilità di ridurli e di creare così le condizioni di accesso ai negoziati per altri Paesi. Tuttavia, si stima che la RPC abbia il terzo arsenale nucleare al mondo e che possieda circa 300 armi di tale genere.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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