Chi è Sadyr Japarov il nuovo uomo forte del Kirghizistan

Pubblicato il 14 ottobre 2020 alle 6:30 in Asia Kirghizistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ascesa di Sadyr Japarov, passato in una settimana dal carcere per delitti di rapimento ed estorsione, alla guida del Kirghizistan come primo ministro e presumibilmente nelle prossime ore anche come presidente, ha sorpreso molti osservatori della politica dell’Asia Centrale.

Prima del 2005, la principale occupazione di Japarov era nel business degli idrocarburi e non aveva mai occupato alcuna posizione nel governo. È entrato in politica dopo il rovesciamento del presidente Askar Akayev nel marzo dello stesso anno e in seguito si è unito al partito Ak-Zhol del presidente Kurmanbek Bakiyev, che sarebbe stato a sua volta rovesciato nel 2010.

Nel 2008, Japarov ha guidato l’agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione – un curriculum non invidiabile alla luce della dilagante appropriazione indebita eseguita per mano della famiglia al potere Bakiyev.

Ha iniziato a mostrare le sue tendenze nazionaliste nel 2010, quando è diventato una figura di spicco nel partito Ata-Jurt.

Un paio d’anni dopo, fu coinvolto in una campagna per chiedere la nazionalizzazione di Kumtor, la più grande miniera d’oro del paese, allora (e ancora oggi) gestita da una società canadese. Ciò ha portato all’incidente più noto nella biografia di Japarov. Nel 2013, ha scatenato disordini nella città di Karakol che sono culminati con il rapimento del governatore di Issyk-Kul Emil Kaptagayev, successivamente usato come ostaggio durante uno scontro con le autorità.

Dopo quell’episodio, è fuggito dal paese ma è tornato nel 2017, dopodiché è stato arrestato, processato e condannato. 

I sostenitori che chiedevano il suo rilascio hanno organizzato da allora numerose manifestazioni spesso conclusesi con incidenti. Uno scontro particolarmente violento ha avuto luogo lo scorso marzo, quando parte di una folla di 2.000 persone che manifestava a suo favore è avanzata fino alle porte della sede della Presidenza della Repubblica per essere accolta da agenti della polizia antisommossa che hanno disperso i manifestanti con cannoni ad acqua. Alcuni tra la folla hanno lanciato pietre contro la polizia.

Chiunque abbia istigato i disordini che hanno fatto deragliare la condotta pacifica della manifestazione che si è tenuta il 5 ottobre per protestare contro le frodi e i brogli elettorali nelle elezioni parlamentari del fine settimana ha avuto più successo in questa occasione. 

Japarov aveva cercato di raggiungere il potere per vie legali in precedenza. Nel luglio 2017, diversi mesi dopo essere stato incarcerato, ha presentato i documenti per candidarsi alla presidenza. La sua domanda, tuttavia, è stata respinta poiché aveva precedenti penali. 

Curiosamente, dovrebbe essere squalificato dal ricoprire la carica di primo ministro secondo gli stessi criteri, a meno di una sentenza express alla Corte Suprema. La corte ha dichiarato lo scorso 9 ottobre che le accuse penali contro Japarov erano in corso di revisione, cosa che non equivale a un’assoluzione, ma il che significa che il caso dovrà essere nuovamente discusso. Il Parlamento di Bishkek, sotto attacco da una settimana, tuttavia, ha deciso che per il momento va bene così e il presidente Jeenbekov, nascosto sin dall’inizio della crisi politica la scorsa settimana, è pronto a dimettersi e a lasciare tutto il potere a Japarov.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.