Nagorno-Karabakh: Erevan annuncia abbattimento aereo azero, Baku smentisce

Pubblicato il 14 ottobre 2020 alle 12:55 in Armenia Azerbaigian

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Sia Baku che Erevan si sono accusate a vicenda di aver condotto attacchi dopo che le parti hanno concordato un cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh, a partire dal 10 ottobre.

Il Ministero della Difesa armeno ha annunciato che le forze dell’Esercito di Difesa dell’autoproclamata Repubblica del Nagorno-Karabakh hanno abbattuto un caccia da combattimento Su-25 delle forze armate azere.

La notizia è stata resa nota con un post pubblicato sul profilo Twitter ufficiale del dicastero:

“Le forze di difesa anti-aerea dell’Esercito di Difesa dell’Artsakh hanno abbattuto un caccia da combattimento Su-25 dell’Azerbaigian”, si legge nella nota.

Tale notizia è stata immediatamente smentita da Baku, che ha riferito a sua volta di non aver alzato in volo alcun velivolo appartenente alla propria aviazione militare.

“L’Azerbaigian non ha utilizzato la propria aviazione e non ha fatto decollare alcun caccia Su-25”, si legge nella nota del Ministero della Difesa azero.

Oggi, mercoledì 14 ottobre, Erevan aveva già dichiarato che l’esercito azero ha attaccato veicoli militari armeni situati sul territorio armeno. Il ministero della Difesa armeno ha sottolineato che le forze del Paese si riservano il diritto di attaccare qualsiasi oggetto militare sul territorio azero.

I capi delle diplomazie di Baku ed Erevan durante i negoziati a Mosca conclusi venerdì scorso in tarda serata hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Le tensioni tra Armenia e Azerbaigian si sono intensificate la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabach lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert. Secondo le autorità locali, 80 militari sono stati uccisi e quasi 120 feriti in Artsakh (Nome ufficiale della repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabach) per via dell’attacco azero. Baku afferma che l’offensiva è una risposta a bombardamenti effettuati dalle forze armene lungo la frontiera, una versione definita “menzognera” dalle autorità armene.

L’Armenia e l’Artsakh, che sostiene le sue aspirazioni d’indipendenza dall’inizio degli anni ’90, hanno dichiarato legge marziale e mobilitazione generale. L’Azerbaigian ha proclamato la mobilitazione parziale e la legge marziale in alcuni dipartimenti e ha chiuso i suoi aeroporti a tutto il traffico internazionale a eccezione della Turchia, che si è impegnata a sostenere Baku.

L’escalation ha innescato un ampio contraccolpo internazionale, spingendo numerosi paesi e organizzazioni a invitare le parti in conflitto a cessare il fuoco e tornare ai negoziati presieduti dall’OSCE.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia, da parte sua, ha dichiarato che fornirà all’Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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