Maduro a Felipe VI: Spagna si scusi per genocidio indigeno

Pubblicato il 14 ottobre 2020 alle 6:21 in Spagna Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha esortato il re di Spagna, Felipe VI, a smettere di celebrare il 12 ottobre come festa nazionale e a chiedere scusa all’America Latina per il genocidio degli indigeni.

“Invito il re Felipe VI a riflettere come un giovane del XXI secolo e fare una rettifica storica e chiedere scusa alle madri, ai padri, ai figli, ai nipoti e agli uomini e alle donne del popolazioni indigene annientate e rase al suolo per tre secoli dal colonialismo spagnolo” – ha detto Maduro durante un atto trasmesso dalla televisione di stato venezuelana. Il capo dello stato ha inoltre ripudiato il fatto che il 12 ottobre fosse celebrato in alcune nazioni come un incontro fra diverse culture.

“Non riusciamo a capire come possa il re di Spagna per celebrare la morte, il massacro, perché lo fate contro di noi, contro i popoli indigeni? Lo chiamano Columbus Day, di che razza? Di che razza parlano? In altri luoghi, lo chiamano Incontro di Culture. Incontro? Puoi chiamare un genocidio un incontro? 80 milioni di indigeni, non si può dimenticare il genocidio” – ha aggiunto il leader chavista.

Sin dall’inizio dell’amministrazione di Hugo Chávez, nel 1999, il governo venezuelano ha promosso un cambiamento culturale che evidenzia il ruolo e la partecipazione delle popolazioni indigene e rigetta in toto l’eredità coloniale spagnola. A partire dal 2002, il Venezuela ha smesso di celebrare il Columbus Day ogni 12 ottobre, per commemorare la data come “Giornata della resistenza indigena”. Lo stesso anno le statue del navigatore genovese a Caracas e in altre città furono abbattute o rimosse.

Da allora il 12 ottobre è occasione che il governo venezuelano utilizza per ribadire le sue rivendicazioni anti-spagnole. Quest’anno Maduro ricorre alla consueta retorica del chavismo per sottolineare la sua vicinanza al movimento statunitense del Black Live Matters. 

Nicolás Maduro ha annunciato che a breve cambierà anche il nome della strada principale di Caracas, Francisco Fajardo, che considera un colonizzatore, e la chiamerà Gran Cacique Guaicapuro Jefe de Jefes (Capo dei capi).

“Ho deciso di avviare in modo progressivo, graduale, organizzato e disciplinato un processo per decolonizzare e rivendicare tutti gli spazi pubblici che portano i nomi di colonizzatori, conquistatori e genocidi, e ad oggi i 28 chilometri dell’autostrada che collega l’est con Caricuao porterà il nome del Gran Cacique Guaicapuro Jefe de Jefes” – ha dichiarato il presidente.

Il presidente venezielano ha chiesto al suo team di lavoro di non limitarsi a rimuovere gli avvisi con il precedente nome dell’autostrada, ma di posizionare immagini di famosi venezuelani di etnia indigena lungo la strada. “Non può fermarsi qui, voglio che qualcosa cambi su quell’autostrada, voglio vedere la figura di Guaicaipuro, Tiuna, Terepaima, Chacao, Caricuao nelle opere d’arte, nei dipinti di tutto il mondo da Petare a Caricuao” – ha indicato. Maduro ha detto che si tratta non di una modifica di facciata ma di una “rivendicazione storica, perché quella strada è stata battezzata con il nome del colonizzatore genocida” Francisco Fajardo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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