La nuova normalità di Stepanakert

Pubblicato il 14 ottobre 2020 alle 9:47 in Armenia Azerbaigian Russia

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La capitale del Nagorno-Karabakh, Stepanakert, inizia a tornare a una vita pacifica dopo l’annuncio del cessate il fuoco: i negozi stanno riaprendo, ci sono più auto e passanti per le strade e il ministero delle Emergenze locale ha avviato lavori su larga scala per rimuovere e smaltire gli ordigni inesplosi nella città.

Durante il bombardamento di Stepanakert da parte delle truppe azere, quasi tutti i negozi della città erano chiusi e la popolazione faceva ricorso a scorte di cibo e ad aiuti umanitari per sfamarsi. Dall’inizio del cessate il fuoco, sono stati riaperti diversi negozi di alimentari, che hanno un assortimento abbastanza completo, dalla carne ai dolci, riferisce il corrispondente dell’agenzia di stampa russa TASS dalla città. Nonostante ci siano pochi negozi aperti, le file sono piccole: molti cittadini continuano a rimanere negli scantinati, non credendo in una tregua duratura. D’altro canto la città è stata bombardata anche dopo la fine del cessate il fuoco. A Stepanakert, l’illuminazione stradale non funziona completamente di notte, le luci nelle case si accendono solo con le finestre ben chiuse. Al tramonto chiudono anche i pochi negozi aperti.

Il mercato centrale della città è ancora vuoto: sono aperti solo un negozio di alimentari e un piccolo chiosco barbecue. “Abbiamo un rifugio nelle vicinanze”, spiega il proprietario del chiosco barbecue, quando gli viene chiesto se fa paura lavorare quando si sente periodicamente una sirena in città.

Durante il giorno, in città si sentono i suoni sordi di esplosioni lontane. Sono i dipendenti locali del Ministero delle situazioni di emergenza che cercano di ripulire il più possibile Stepanakert dagli ordigni inesplosi, che vengono portati fuori dalla città e lì fatti saltare in aria. 

Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre, la tensione è rimasta “stabile” nella zona del conflitto del Nagorno-Karabakh. Battaglie di artiglieria di varia intensità continuarono in alcuni settori. Secondo quanto riferito all’agenzia di stampa Armenpress dal portavoce del ministero della Difesa dell’Artsakh (Nome ufficiale della Repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabakh), al mattino nelle direzioni sud, sud-est, nord e nord-est il nemico, violando ancora una volta la tregua umanitaria, ha ripreso i bombardamenti di razzi e artiglieria, in particolare bombardando intensamente il sud-est e il nord-est.

“Per prevenire l’attività offensiva del nemico, le unità dell’Esercito della Difesa stanno intraprendendo azioni adeguate in tutte le direzioni del fronte, continuando a svolgere con sicurezza la sacra missione di proteggere i confini della Patria” – ha detto il ministero della Difesa dell’Artsakh.

Frattanto, presidente armeno Armen Sarksyan ha affermato che considera la Russia l’unico paese che non solo può mediare nell’insediamento del Nagorno-Karabakh, ma anche contribuire a porre fine agli scontri militari tra le parti in guerra. Lo ha dichiarato martedì 13 ottobre in un’intervista andata in onda sul canale televisivo russo Dozhd.

“Una tregua non è una cosa facile. In questo senso, dovremmo tutti ringraziare la parte russa” – ha detto Sarksyan. “La Russia ha buoni rapporti con l’Armenia, stretti rapporti con l’Azerbaigian, e quindi la Russia è il paese che può essere un mediatore non solo in negoziati, non solo per partecipare come co-presidente di questi negoziati, ma la Russia è esattamente quel paese e, probabilmente, l’unico, che potrebbe diventare un mediatore per fermare le ostilità sulla linea e dietro la linea del fronte”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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